Scena decima
Sbrigani, Il signor
di Pourceaugnac.
Il signor di Pourceaugnac:
Oh! Sono un uomo finito! Che disfatta! Sia maledetta questa
città! Colpito a morte da tutte le parti.
Sbrigani: Novità,
signore? Che altro guaio?
Il signor di Pourceaugnac: Purtroppo. In questa città
piovono donne e clisteri ...
Sbrigani: Spiegatevi
...
Il signor di Pourceaugnac:
Due malnate femmine mi si sono avventate contro accusandomi,
urlando in ostrogoto, di averle sposate, ambedue, e minacciando
di portarmi davanti alla giustizia.
Sbrigani: Brutta
faccenda, la giustizia qui è tremendamente dura contro
siffatti reati.
Il signor di Pourceaugnac:
Sì, ma se si arrivasse pure alla istruttoria scritta,
mandato di comparizione, decreto e sentenza promulgata per
direttissima e in contumacia, mi rimarrebbe sempre sgombra
la strada del conflitto di giurisdizione, per trovar tempo
e impugnare il verdetto di nullità, secondo gli usi
di procedura.
Sbrigani:
Ecco uno che se ne intende e si vede bene, signore, che
parlate con cognizione di causa.
Il
signor di Pourceaugnac: Parlate di me? Io non me ne
intendo, se sono gentiluomo ...
Sbrigani:
E' necessario pure, per esprimervi così bene, che
abbiate imparato la pratica della legge.
Il
signor di Pourceaugnac: Per niente, è sufficiente
il senso pratico a confortarmi che sarò comunque
ammesso a difendermi, e che non mi si potrà condannare
su una semplice accusa, senza un secondo interrogatorio
di testimoni e confronto con la mia parte.
Sbrigani: Ecco
una dialettica sempre più raffinata.
Il signor di Pourceaugnac:
I concetti mi escono così, naturalmente.
Sbrigani: Io sono
dell'idea che il senso pratico di un gentiluomo può
chiaramente concepire il mondo della legge e le norme giudiziarie,
ma non essere edotto perfettamente dei termini della procedura.
Il signor di Pourceaugnac:
Sono alcune frasi che ho ricavato da ricordi di letture.
Sbrigani: Ah! Perfetto.
Il signor di Pourceaugnac:
Per farvi toccar con mano che sono digiuno in fatto di processi,
vi prego di condurmi da un legale a cui sottoporrò
il mio caso.
Sbrigani: Acconsento,
e vi porterò immediatamente da tre cime; ma sono
obbligato ad avvertirvi, perchè non rimaniate di
stucco, che parlano in maniera inusitata. Nei confronti
forensi si son abituati a declamare in modo somigliante
al canto, e tutto ciò che vi consiglieranno a voi
sembrerà musica.
Il signor di Pourceaugnac:
Che importa la forma, purchè mi dicano la sostanza.
Scena Undicesima.
Sbrigani, Il signor
di Pourceaugnac, due avvocati-musici (uno di questi parla
molto lento, il secondo a precipizio), accompagnati da due
procuratori e da due guardie.
L'avvocato che trascina le parole:
E' un caso, un caso da forca
La poli.. la poligamia
L'avvocato farfuglione
La vostra situazione è trasparente
Ve lo dico io
Sulla questione specifica
Tutto il diritto è chiarissimo.
Caso lampantissimo
Consultate i nostri pensatori
I giuristi e i creatori
Giustiniano e Papiniano
E Ulpiano e Triboniano
E Fernando e Rebuffo e Gianni d'Imola
E Di Castro e Giuliano e Paolo e Bartolo
Giasone per finire e l'Alciato e Cuiasso,
Questa vetta, questo asso.
Caso da forca
Ve lo dico io
E' la poligamia.
Ogni popolo avveduto
Di senno compiaciuto
L'olandese, il francese, l'inglese
Lo svedese, il fiammingo, il portoghese
Il tedesco e l'italiano
In questa norma si tendono la mano.
Ogni legge qui si conviene
Caso da forca
Ve lo dico io
E' la poligamia.
(Il signor di Pourceaugnac si butta
contro di loro e li picchia. I due avvocati e le due guardie
eseguono un balletto e si conclude l'atto).