|
Regia: Krzysztof
Kieslowski, Polonia, 1988, 60', con Miroslaw Baka, Krzysztof
Globisz, Jan Tesarz
Giudizio: 8 1/2
Trama: Tragedia
dell'inquietudine e della casualità questo quinto episodio
(versione ridotta del famoso "Breve film sull'uccidere")
fa convergere in un incontro critico tre esistenze emblematiche:
quelle di Piotr, neo avvocato carico di ideali, di Jacek, un giovane
demotivato, allo sbando, e di un uomo qualunque, di professione
tassista. Questi, in una Varsavia plumbea e premonitrice, inizia
il suo giro mattutino ; rifiuta annoiato qualche cliente, carica
infine Jacek, che si fa condurre in aperta campagna. Qui, senza
motivazione ma con un'agghiacciante brutalità, il giovane
uccide il tassista... Sarà Piotr, in tribunale, a doverlo
difendere, ma le sue accorate parole, il riportare alla luce le
aspirazioni e i traumi dell'infanzia dell'accusato non costituiranno
per i giudici attenuante alcuna. Jacek viene condotto a morte mentre
il giovane avvocato resta solo con la sua crisi di uomo di legge.
Critica: Aspro, indimenticabile,
Dekalog pieg non ha bisogno di mediazioni nel tradurre il suo assunto:
Kieslowski non esita a calcare la mano nel mostrarci la lacerante
fatica fisica del morire, ma non ha esitazioni neppure nel farci
partecipi dello struggente aggrapparsi alla vita di ogni esser umano.
Anche per il più cinico omicida vale il quinto comandamento.
Strepitosa regia del compianto cineasta polacco, per una parabola
indimenticabile e davvero moralmente e stilisticamente elevatissima.
|