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Regia: Krzystof Kieslowski, Francia-Svizzera-Polonia.,
1994, 91', con Zbigniew Zamachowski, Julie Delpy, Jerzy Stuhr, Janisz
Gajos
Giudizio: 8
Trama: condannato a divorziare dalla moglie, per
impotentia coeundi, un polacco torna in patria e dopo diverse
peripezie riuscirà, avendo fatto fortuna, a vendicarsi pesantemente
della moglie
Critica: forse atipicamente inserito nella sezione
cinematografia legale (ci sono scene processuali, comunque), una
scelta partigiana, per un grande film, girato dal più grande
regista degli ultimi 30 anni, con ottimi attori, ed una struttura
narrativa geniale e simbolica, ricco di paradossi surreali e venature
grottesche.
Premi: Orso d'argento per la regia al Festival di
Berlino
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