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Regia: Alessandro Di Robilant, Italia, 1993, 110',
con Sabrina Ferilli, Renato Carpentieri, Giulio Scarpati.
Giudizio: 7
Trama: La storia vera del
giudice Rosario Livatino, nella sua lotta al crimine, che il 21
settembre 1990, mentre viaggiava sulla superstrada Canicattì-Agrigento,
morì a 38 anni a seguito di un agguato mafioso.
Critica: il film è ispirato
ad un libro di Nando Dalla Chiesa, mentre il titolo è preso
da un'irridente e incauta locuzione del presidente della Repubblica
Cossiga, che voleva riferirsi alla giovane età del giudice.
Un buon film, quasi un documentario, che analizza il perverso intreccio
tra politica, affari e criminalità in Sicilia. Ben interpretato
e ottimamente sceneggiato dal regista con Ugo Pirro e Andrea Purgatori
Premi: David di Donatello 1994
per Miglior attore a Giulio Scarpati
La frase: "Il magistrato
deve, nel momento del decidere, dimettere ogni vanità e soprattutto
ogni superbia; deve avvertire tutto il peso del potere affidato
nelle sue mani
disposto e proteso a comprendere luomo
che ha di fronte e a giudicarlo senza atteggiamento da superuomo,
ma anzi con costruttiva contrizione" da Fede e Diritto,
di Rosario Livatino.
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