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Secondo Luca Martini
Regia: Alan J. Pakula, U.S.A., 1993, 141', con Julia
Roberts, Denzel Washington, Sam Shepard, Hume Cronyn
Giudizio: 6
Trama: la studentessa di
legge Shaw consegna al suo docente-amante il Rapporto Pelican, un
dossier sullo sfruttamento di una zona ecologica dove vivono i pellicani
che vede il coinvolgimento della Casa Bianca. Morto il professore
in un attentato, la studentessa si rivolge ad un giornalista e proseguirà
le indagini da sola.
Critica: Tratto dall'ennesimo
romanzo di Grisham, un discreto thriller che non aggiunge nulla
di nuovo alla materia, un po' trita, con un intreccio un po' complicato,
anche se ben congegnato. Buona regia e attori in forma.
Secondo Mara Chilosi
Giudizio: 7
Trama: in seguito all'assassinio
di due giudici della Corte Suprema, Darby Show, una studentessa
di legge, decide di indagare sul caso, individuando un collegamento
tra il duplice omicidio e lo sfruttamento petrolifero, da parte
di un grosso industriale appoggiato dalla Casa Bianca, di una riserva
naturale popolata da pellicani. Questa scoperta confluisce in uno
scritto, il Rapporto Pelican appunto, che la giovane consegna al
suo professore (nonché amante), il quale a sua volta, ritenendolo
convincente, lo trasmette ad un vecchio compagno di università,
agente dell'FBI. Pochi giorni dopo il professore viene ucciso, con
un'autobomba in realtà destinata a Darby. Da qui inizia il
calvario, tra agenti della CIA, killer professionisti, avvocati
di grido, inseguimenti a mano armata e repentini cambiamenti di
acconciatura e stanze d'albergo. Insieme ad un aitante giornalista
in cerca di scoop, Darby riesce alla fine a raccogliere le prove
e a svelare il complotto.
Critica: Il film, tratto dall'omonimo
best-seller di John Grisham, riesce a coinvolgere, nonostante l'originalità
non ne sia il tratto distintivo, lo spettatore, trascinandolo in
un groviglio di vicende parallele in cui si avvicenda un numero
sempre crescente di personaggi. Si tratta, in conclusione, di un
buon Thriller, anche se un bacio tra Denzel Washington e Julia Roberts
il regista poteva concederlo, non solo in ossequio al libro da cui
è la storia tratta ed alla posizione di Denzel nella classifica
dei 50 uomini più belli del mondo (mah!
), ma anche
per rendere il film un po' meno "politically correct".
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