Alfonso Maria de Liguori

Le dodici regole morali dell'avvocato

(estratti a cura di Antonio Zama, tratti dal libro Sant’Alfonso Maria de Liguori “Degli obblighi de’ giudici, avvocati, accusatori e rei”, Sellerio Palermo, 1998.

 

Alfonso Maria de' Liguori nacque a Marianella (Na) il 27 settembre 1696 da Giuseppe che comandava le galere reali e da Anna Cavaliere.
Alfonso, primo di sette figli, ricevette un'educazione pari a quella dell'èlite di quel tempo che frequentava la corte napoletana. A 11 anni fu ammesso all'Università di Napoli dopo aver sostenuto e superato un esame di idoneità con Gianbattista Vico. Concluse gli studi laureandosi in "utroque iure", appena sedicenne. Faceva pratica presso gli studi dei più importanti avvocati del tempo, ma contemporaneamente, si accese in lui la vocazione alla carità.

Fece l'avvocato per otto anni, ma nel 1723 subì una clamorosa sconfitta in tribunale e decise di lasciare l'ordine degli avvocati. Da quel giorno si dedicò sempre più intensamente alle opere pie. Alfonso, la cui famiglia abitava a fianco al palazzo Sanfelice, fu ordinato sacerdote nel1727 e fino al 1729 continuò ad abitare nella casa di famiglia, prestando nella parrocchia dei Vergini gran parte della sua opera pastorale, prima presso i Padri della Missione e infine nel Collegio dei Cinesi, aperto nel 1729 dal missionario Matteo Ripa. Fu proprio nel borgo dei vergini che Alfonso aprì le prime cappelle serotine. Il 9 novembre del 1732 fondò un istituto missionario, i redentoristi.

Nel 1755 in prossimità delle festività natalizie compose una delle più belle e popolari canzoni "Tu scendi dalle stelle". In linguaggio "facile" scrisse le sue prediche come le famose "Glorie di Maria" e le "Visite al SS. Sacramento". Fra i suoi libri più importanti "Le massime eterne", le "Storie delle eresie" e le "Riflessioni utili ai vescovi per ben governare le loro diocesi".

Il 9 marzo del 1762 fu nominato vescovo di S. Agata dei Goti, nomina che accettò a malincuore. Il 1 agosto del 1787 si spense all'età di 91 anni.

Nel 1950 fu proclamato patrono dei moralisti e dei confessori. Le spoglie di S. Alfonso sono custodite nella Basilica a lui dedicata a Pagani (Sa).

Biografia tratta dal sito internet http://www.cib.na.cnr.it

 

1. - Non bisogna accettare mai cause ingiuste, perché sono perniciose per la coscìenza e pel decoro.

2. - Non bisogna difendere una causa con mezzi illeciti e ingiusti.

3. - Non si deve aggravare il cliente di spese indoverose, altrimenti resta all'avvocato l'obbligo
della restituzione.
4. - Le cause dei clienti si devono trattare con quell’lmpegno con cui si trattano le cause proprie.

5. - E necessario lo studio dei processi per dedurne gli argomenti validi alla difesa della causa.

6. - La dilazione e la trascuratezza negli avvocati spesso dannifica i clienti, e si devono rifare i danni, altrimenti si pecca contro la giustizia.

7. - L'avvocato deve implorare da Dio l'aiuto nella difesa, perché Iddio è il primo protettore della giustizia.

8. - Non é lodevole un avvocato che accetta molte cause superiori a' suoi talenti, alle sue forze, e al tempo, che spesso gli mancherà per prepararsi alla difesa.

9. - La giustizia e l'onestà non devono mai separarsi dagli avvocati cattolici, anzi si devono sempre custodire come la pupilla degli, occhi.

10. -. Un avvocato che perde una causa per sua negligenza, si carica dell'obbligazione di rifar tutti i danni al suo cliente.

11. - Nel difender le cause bisogna essere veridico, sincero, rispettoso e ragionato.

12. - I requisiti di un avvocato sono la scienza, la diligenza, la verità, la fedeltà e la giustizia.

 


I passi riportati sono tratti dal libro
Sant’Alfonso Maria de Liguori “Degli obblighi de’ giudici, avvocati, accusatori e rei”, Sellerio Palermo, 1998.