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L’amministrazione di sostegno, l’interdizione e l’inabilitazione: criteri di scelta tra i tre strumenti

15 aprile 2016 -
L’amministrazione di sostegno, l’interdizione e l’inabilitazione: criteri di scelta tra i  tre strumenti

Abstract

Nel presente lavoro si analizzerà l’amministrazione di sostegno, l’interdizione e l’inabilitazione.

Si ricercheranno nelle sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale le chiavi interpretative che permettano di capire quale sia lo strumento da applicare e perché vi sia una preferenza per l’amministrazione di sostegno. Verranno, inoltre, esaminati gli argomenti a favore e a sfavore della dottrina su questi criteri di scelta.

 

L’articolo 1 del codice civile fissa al momento della nascita l’acquisto della capacità giuridica. L’articolo 2 del codice civile stabilisce che la maggiore età si ottiene al compimento del diciottesimo anno e con essa si consegue la capacità di agire.

La capacità giuridica è “la capacità, riconosciuta dall’ordinamento, di essere titolari di situazioni giuridiche: in concreto, di avere diritti, poteri, doveri, obblighi, soggezioni” [Vincenzo Roppo 2014: 96]. La capacità d’agire è “la capacità di determinare con la propria volontà le proprie situazioni giuridiche: acquistare o alienare diritti, assumere obblighi” [Vincenzo Roppo 2014: 96].

Si parla di incapacità giuridica “se l’incapace non può essere sostituito da nessun altro soggetto nel compimento dell’atto” [Vincenzo Roppo 2014: 97] . Questo perché “le limitazioni di capacità giuridica, stabilite dalle norme, si fondano generalmente sulla considerazione che determinate qualità dei soggetti rendono inopportuno o addirittura impossibile consentire a quei soggetti la titolarità di determinate situazioni giuridiche” [Vincenzo Roppo 2014: 96]. Si parla, invece, di incapacità d’agire “se l’atto può essere compiuto, al posto dell’incapace, da un altro soggetto, in modo che i risultati dell’atto vadano all’incapace” [Vincenzo Roppo 2014: 97].

L’ordinamento giuridico italiano si pone l’obiettivo delicato e fondamentale della tutela dei soggetti più deboli, degli incapaci, essenzialmente, con tre strumenti: l’interdizione, l’inabilitazione e l’amministrazione di sostegno.

L’amministrazione di sostegno è stata introdotta dalla legge 9 gennaio 2004, n. 6, la disciplina di tale figura si trova negli articoli dal 404 al 413 del codice civile. Con la stessa legge “viene introdotta l’amministrazione di sostegno e, nello stesso tempo, vengono modificate l’interdizione e l’inabilitazione. Il risultato e` un nuovo titolo XII del libro I del codice civile, profondamente diverso da quello precedente nella sua struttura, nei suoi principi e nelle sue regole” [Gilda Ferrando 2010: 837].

L’amministrazione di sostegno rispetto agli strumenti dell’interdizione e dell’inabilitazione costituisce un’importante novità, come riferisce Gilda Ferrando [2010: 836]: “l’amministrazione di sostegno costituisce un istituto profondamente diverso dall’interdizione e dall’inabilitazione. Esso intende valorizzare e promuovere l’autonomia residua della persona e non emarginare o escludere. In questo senso è conforme alla recente convenzione di New York 13.12.2006 sui diritti dei disabili (ratificata dall’Italia con legge 3.3.2009, n. 18) che riconosce “l’importanza per le persone con disabilità della loro autonomia ed indipendenza individuale”, compresa la “libertà di compiere le proprie scelte” e prefigura inoltre misure di protezione adatte e proporzionate che devono essere applicate per il più breve tempo possibile, con l’obbligo di verifica costante e concreta dell’attualità dei presupposti”.



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