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Rottamazione delle cartelle: simulazione di un caso pratico

13 gennaio 2017 -

di Luca Bianchi e Cinzia Mengozzi

 

È impossibile valutare l’impatto di una sanatoria come quella prevista dalla rottamazione delle cartelle senza applicarla al caso concreto.

Oggi proviamo a verificare se l’adesione alla rottamazione comporta benefici per il contribuente.

CASO

Il caso proposto vede come debitore una società che deve accedere ad una procedura concorsuale minore. Anche se la società ha provato ad onorare i propri debiti fiscali sono rimaste aperte alcune posizioni che hanno generato cartelle notificate. Gli importi sono bassi, ma sono un esempio efficace di quanto si deve valutare in fase di opzione per la rottamazione.

I debiti fiscali sono relativi a IRES e IVA 2011 non versate nonostante avviso bonario; la società ha ricevuto al cartelle in data 24/10/2015 e deve valutare la convenienza della rottamazione.

DATI numerici

IRES dovuta € 351,00.

IVA dovuta € 105,00.

Il debito originario si è arricchito di ulteriori importi: sanzioni complessive pari € 136 e interessi per ritardata iscrizione a ruolo per € 49,84. Dato che il termine di pagamento della cartella è abbondantemente scaduto si sono aggiunti spese di notifica (€ 5,88), aggio (€ 53,10) ed interessi di mora (€ 21,73).

Il caso illustra l’anomalia del sistema italiano che aggrava di costi il debitore se non riesce a pagare nei termini, rendendo quasi impossibile il pagamento dell’intero. Il debito originario di € 456 si è trasformato in una cartella di € 722,85 (con interessi di mora in continua maturazione). Il debito d’imposta originario rappresenta solo il 65% del valore della cartella e ci troviamo di fronte al più classico dei casi di debitore inadempiente per carenza di liquidità.

Sanzione aggio e interessi possono servire a scoraggiare il ritardato omesso versamento di quanto dovuto, ma non dobbiamo dimenticarci che è impossibile pretendere dal debitore cifre eccedenti il valore del suo patrimonio.

La rottamazione un beneficio reale?

Proviamo a simulare la rottamazione di questa cartella.

In pratica il debitore non dovrà più versare interessi di mora e sanzioni, riducendo di € 211,63 cioè del 29,28% il debito con Equitalia. La tentazione di aderire alla sanatoria è forte perché, data al situazione, il debitore si vede accordare un forte stralcio su crediti privilegiati senza dover temner conto delle norme relative alle procedure concorsuali.

È vero che se è già incardinata la procedura l’accesso alla rottamazione crea un credito prededucibile da parte di Equitalia, tuttavia nel nostro caso l’importo è talmente limitato nell’ammontare da non aver impatto sulla gestione della procedura. L’importo da versare in rottamazione è di 511 euro, se una procedura di concordato non disponesse di tale liquidità probabilmente non avrebbe capacità di giungere ad esito positivo.

La rateizzazione della scadenza

Segnaliamo che l’importo è rateizzabile a scelta del contribuente: il numero massimo di rate è 5; il pagamento rateale è soggetto ad interessi calcolati al 4,5% annuo.

Articolo pubblicato in: Diritto tributario, Procedura civile


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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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