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La concessione di beni pubblici con particolare riguardo alle concessioni demaniali marittime

16 febbraio 2017 -
La concessione di beni pubblici con particolare riguardo alle concessioni demaniali marittime

1. I beni pubblici e il loro regime normativo

2. I modi di realizzazione dell’utilità pubblica attraverso i beni pubblici

3. La posizione giuridica del concessionario di beni pubblici

4. La spettanza della giurisdizione

5. Il rilievo della normativa eurounitaria

6. La regolamentazione normativa nazionale delle concessioni demaniali marittime

7. Il contenzioso tra Italia e Unione europea

8. La questione pregiudiziale rimessa dai TAR Lombardia e Sardegna alla Corte di Giustizia dell’Unione europea

9. La decisione della CGUE

10. Considerazioni finali

 

1. I beni pubblici e il loro regime normativo

I beni pubblici sono strumenti che la Pubblica Amministrazione (di seguito PA) usa per perseguire propri interessi e fini.

Il Codice Civile vigente (di seguito CC) dedica ai beni appartenenti allo Stato e agli enti pubblici e agli enti ecclesiastici gli articoli da 822 a 831, distinguendo il demanio pubblico (articoli 822 - 825) dal patrimonio indisponibile e disponibile (articoli 826, commi 2 e 3 e 828).

A ciascuna categoria corrisponde un diverso regime giuridico: i beni demaniali e indisponibili sono sottoposti ad un regime speciale di stampo pubblicistico, finalizzato a preservare l’utilità pubblica cui sono strumentali; per converso, i beni appartenenti al patrimonio disponibile sono sottoposti ad una disciplina circolatoria e dispositiva essenzialmente privatistica.

Nella visione tradizionale i beni demaniali e patrimoniali indisponibili sono pubblici in senso stretto, cioè tali perché appartenenti ad enti pubblici e destinati all’uso da parte della collettività o a specifiche finalità pubbliche.

Il legame tra appartenenza e destinazione e la pubblicità in senso sia soggettivo che oggettivo li differenziano dai beni del patrimonio disponibile sui quali i soggetti pubblici proprietari hanno poteri e facoltà derivanti da norme di diritto comune.

È comunque utile ricordare che la legislazione degli ultimi anni, valorizzando i più recenti approdi della giurisprudenza di legittimità, tende ad accomunare in un regime giuridico unitario le categorie dei beni pubblici demaniali e patrimoniali indisponibili.

È stata così configurata una nozione di bene pubblico slegata dal dato soggettivo di appartenenza e quindi più attenta al dato sostanziale ed oggettivo della destinazione pubblica: nasce così la categoria del “bene comune”, quale bene della collettività in senso lato, più in linea con i canoni costituzionali solidaristici (artt. 2, 9, 42, 117 e 118 Costituzione).

2. I modi di realizzazione dell’utilità pubblica attraverso i beni pubblici

Tradizionalmente, l’utilità pubblica cui sono destinati i beni demaniali ed indisponibili può essere perseguita mediante distinte modalità: un uso esclusivo (o diretto) da parte della stessa PA; un uso generale, da parte di qualsiasi soggetto pubblico o privato; ovvero ancora un uso particolare da parte di soggetti pubblici o privati.



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