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La confisca ed il congelamento dei beni e dei proventi da reato nell’Unione Europea dalla Direttiva europea 2014/42/UE al D.lgs.n. 202 del 29 ottobre 2016

13 febbraio 2017 -
La confisca ed il congelamento dei beni e dei proventi da reato nell’Unione Europea dalla Direttiva europea 2014/42/UE al D.lgs.n. 202 del 29 ottobre 2016

La crescita della consapevolezza di come la criminalità organizzata operi “senza frontiere” conquistando sempre rinnovati spazi di “investimento” ha progressivamente indotto gli Stati ad adottare misure di cooperazione internazionale volte, per quanto possibile, ad arginare il multiforme fenomeno o, quanto meno, a contenerne gli effetti.

Lo scenario di riferimento appare chiaramente delineato nella risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2011 sulla criminalità organizzata

- la criminalità organizzata produce un costo sociale imponente, violando i diritti umani e comprimendo le regole democratiche, distraendo e dissipando risorse (finanziarie, lavorative, ecc.), alterando il libero mercato comune, inquinando imprese ed economia legale, favorendo la corruzione nonché contaminando e distruggendo l’ambiente,

- l’azione della criminalità organizzata è finalizzata e si basa sulla realizzazione del profitto economico e dunque un’efficace azione di prevenzione e contrasto a tale fenomeno deve concentrarsi sull’individuazione, il congelamento, il sequestro e la confisca dei proventi di reato,

- le organizzazioni criminali concentrano le loro attività su numerosi e sempre più vasti ambiti – quali ad esempio il traffico internazionale di stupefacenti, la tratta di esseri umani e il loro sfruttamento, i crimini finanziari, il traffico internazionale di armi, la contraffazione, il cybercrime, i crimini ambientali, la distrazione di fondi pubblici, le frodi, il racket estorsivo e la maggior parte di queste attività hanno carattere transnazionale e transeuropeo,

- evidenze giudiziarie, investigative e giornalistiche hanno dimostrato come in alcuni Stati membri vi siano infiltrazioni profonde e consolidate da parte della criminalità organizzata nel mondo della politica, della pubblica amministrazione e dell’economia legale,

- la corruzione è lo strumento base di ricatto e ricompensa della criminalità organizzata per distrarre risorse pubbliche e per infiltrarsi nella politica locale e nella pubblica amministrazione così come nel settore privato mentre il riciclaggio è uno dei canali più insidiosi di contaminazione fra il lecito e l’illecito, un passaggio essenziale senza il quale il potere d’acquisto ottenuto con il crimine resterebbe solo potenziale, utilizzabile all’interno del circuito illegale ma incapace di tradursi in vero potere economico.

Il quadro normativo esistente a livello di singola nazione appare, ovviamente, insufficiente a garantire una seria azione di contrasto che va, invece, affrontata con un approccio globale e internazionale e dunque con stretta cooperazione tra i paesi interessati ed organismi internazionali.

Pertanto, il Parlamento Europeo, con la risoluzione sopra menzionata, “considerando che è obiettivo primario dell’Unione europea quello di creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, nel quale il crimine è prevenuto e combattuto, e di assicurare un elevato livello di sicurezza attraverso misure per prevenire e combattere il crimine e attraverso misure di coordinamento e cooperazione tra forze di polizia e autorità giudiziarie e altre autorità competenti”, da un lato ha sollecitato gli Stati membri a migliorare la cooperazione e il coordinamento nonché a ravvicinare i loro quadri normativi, specie con riferimento all’elaborazione di prassi e di fattispecie penali comuni e omogenee, basandosi sulle buone pratiche degli ordinamenti più evoluti in materia di contrasto alla criminalità organizzata, dall’altro ha invitato la Commissione a presentare una direttiva quadro sulla procedura di sequestro e di confisca dei proventi di reato, che, pur considerando la necessità di rispettare i diritti fondamentali sanciti nella Carta dei diritti fondamentali e nella Convezione europea sui diritti dell’uomo, sia volta a



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