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Storia e concetto dell’obligatio

L’estinzione fittizia del rapporto obbligatorio 28 gennaio 2006 -

1. Sulla responsabilità del reo in caso di composizione si modella la responsabilità non più penale, ma contrattuale del privato. La prima figura di contratto, conosciuta dal diritto romano, pare sia quella del nexum, un mutuo contratto per aes et libram. Nel nexum, il mutuante consegna e pesa al mutuatario la somma, di cui questi gli dovrà rendere l’equivalente. Il mutuatario compie per contro, a quanto pare, un’automancipazione al creditore, costituendoglisi così obligatus, cioè a lui assoggettato: ciò importa possibilità di esecuzione personale in caso di inadempimento, mentre dallo adempimento segue la fine del vincolo personale. Il creditore, in questo modo, si assicura per atto convenzionale la responsabilità personale del debitore, che in caso di delitto segue da una norma giuridica. Nel diritto delle XII tavole, la responsabilità personale si attua con un procedimento esecutivo (manus iniectio), regolato dalla legge e svolgentesi sotto il controllo dell’autorità giurisdizionale. Il paragone tra le responsabilità da delitto e le responsabilità da contratto porta al seguente rilievo: nell’ultima e nell’altra si ha obligatio, ma questa non è immediata. Come la composizione sospende ed estingue, se adempiuta, la possibilità dell’esecuzione personale, così è del nexum. Ma la previsione di quanto accadrà se ci sarà inadempimento, e il ricordo del suo sorgere immediatamente dal reato, fanno sì che l’obligatio si veda fin dal sorgere del rapporto. Questo è l’inizio dell’avvicinamento tra debito e responsabilità, che confluiranno come elementi essenziali dell’obligatio classica.

2. L’esecuzione contro la persona del debitore è un istituto crudele e antieconomico, contraddicente alla natura dei rapporti contrattuali: si comprende lo spirito di vendetta nel caso di obligatio da delitto, ma non nel caso di obligatio da contratto. Questo istituto arcaico, che le XII tavole mostrano ancora pienamente praticato, è abolito, per quanto riguarda le obbligazioni contrattuali, da una lex Poetelia Papiria (326°) : secondo la tradizione, questa legge statuirebbe che il debitore risponda con il suo patrimonio, e non più con il suo corpo, del mancato adempimento del contratto. Successivamente, l’esecuzione personale è esclusa anche in caso di obbligazioni da delitto.

3. L’introduzione della responsabilità patrimoniale costituisce l’ultimo e più decisivo passo verso la concezione classica dell’obbligazione. Il concetto classico, infatti, è la risultante dello sviluppo, per cui il debitore risponde con il suo patrimonio, e per cui la responsabilità è l’espressione di un debito. Si comprende, pertanto, come i giuristi romani giungano a due celebri enunciazioni. La prima è riferita dalle Istituzioni giustinianee (e si ritiene da taluno sia di Fiorentino) (1) Obligatio est iuris vinculum quo necessitate adstringimur alicuius solvendae rei secundum nostrae civitatis iura (Inst. 3, 13 pr.). (2) Obligationum substantia non in eo consistit, ut aliquid corpus nostrum aut servitutem nostram faciat, sed ud alium nobis abstringat ad dandum aliquid vel faciendum vel praestandum. Come si vede, le enunciazioni si completano a vicenda, perché, mentre la prima considera prevalentemente l’aspetto della responsabilità, la seconda si ferma di più sul debito.

4. L’obligatio, in conformità di quanto si è detto fin qui, si può definire come un rapporto giuridico, per cui un soggetto (il creditore) può pretendere da un altro (il debitore) una data prestazione, non compiuta la quale, il secondo è tenuto al primo al risarcimento del danno. Coerentemente, il diritto del creditore si dice d’obbligazione, o di credito. L’obligatio sorge come istituto civilistico, ma il ius honorarium e il ius extraordinarium creano rapporti aventi la stessa sostanziale struttura di quelli conosciuti dal ius civile. Il termine obligatio si estende in tal modo a rapporti non esclusivamente civilistici, e ciò per lo stesso diritto classico.



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n.7770 - ISSN 2239-7752

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