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Tribunale di Lecce sul contratto di apertura di credito con scoperto in conto corrente

04 aprile 2006 -
TRIBUNALE di LECCE - I SEZIONE CIVILE

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Lecce, nella persona del G. I. Dott. Giovanni TOMMASI, in funzione di Giudice Unico, ha emesso la seguente

SENTENZA n. 422/06

resa ex art. 281 sexies cpc nella causa civile iscritta al n. 24/01 del ruolo civile contenzioso, promossa

da

Tizio, rappresentato e difeso dall’avv. Antonio Tanza in virtù di mandato a margine all’originale dell’atto di citazione,

attore

CONTRO

MPS Gestione Crediti Banca Spa, già Banca 121 Spa, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Luisa BALDASSARRE, in virtù di mandato a margine della comparsa di costituzione e risposta,

convenuta

OGGETTO: apertura di credito bancario ,

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione notificato il 29 dicembre 2000, Tizio deduceva di intrattenere sin dal 1986 un’apertura di credito con affidamento mediante scopertura su conto corrente n. 32700-52 con la Banca 121. Avendo rilevato numerosi addebiti di competenze effettuati dalla banca in relazione al predetto rapporto, non concordati e non dovuti, (interessi ultralegali, commissioni di massimo scoperto trimestrali, antergazione e postergazione delle valute, capitalizzazione composta trimestrale), e risultati vani i tentativi di comporre bonariamente la vicenda, adiva questo Tribunale perché in accoglimento della domanda 1) accertasse e dichiarasse l’invalidità a titolo di nullità parziale del contratto di apertura di credito n. 01/32700 in relazione alle clausole di determinazione e di applicazione degli interessi ultralegali, della applicazione dell’interesse anatocistico con capitalizzazione trimestrale, alla applicazione della provvigione di massimo scoperto, alla applicazione degli interessi per c.d. giorni-valuta, dei costi, delle competenze a qualsiasi titolo pretese; 2) accertasse e dichiarasse l’esatto dare-avere tra le parti; 3) determinasse il costo effettivo annuo dell’indicato rapporto; 4) condannasse ’la banca convenuta alla restituzione delle somme illegittimamente addebitate, oltre ad interessi legali; 5) condannasse la convenuta al risarcimento dei danni subiti da. liquidarsi in via equitativa, 6) con la rifusione delle spese di lite in favore del procuratore antistatario che rendeva la dichiarazione di rito. Deduceva la nullità della clausola di determinazione dell’interesse ultralegale mediante rinvio ad "uso piazza", l’illegittimità della pattuizione ed applicazione della capitalizzazione trimestrale, non esistendo alcun uso normativo che giustificasse tale prassi, nonchè l’illegittimità della provvigione di massimo scoperto e della determinazione della valuta secondo il criterio dei "giorni", perché non espressamente pattuite. Instaurato il contraddittorio, si costituiva in giudizio l’attore depositando fascicolo di parte.

Si costituiva, altresì, la Banca 121, in persona del suo legale rappresentante pro-tempore, la quale eccepiva la totale infondatezza della domanda attorea della quale chiedeva il rigetto. Deduceva, preliminarmente, la nullità dell’atto di citazione non contenente né la determinazione della cosa oggetto della domanda, né una sufficiente esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda. Sosteneva, poi, che il rapporto era sorto nel 1981; legittima, pertanto, doveva ritenersi la capitalizzazione trimestrale, trattandosi di uso normativo, nonché la provvigione di massimo scoperto e la determinazione delle valute. Eccepiva, comunque, la prescrizione del preteso diritto alla restituzione degli interessi pagati prima di cinque anni o, al più, entro l’ordinario termine decennale.



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
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