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I compensi erogati agli sportivi dilettanti

Natura, tassazione e documentazione dei compensi erogati agli sportivi dilettanti 15 ottobre 2010 -
Abstract:

L’articolo descrive quale sia il trattamento fiscale dei compensi erogati agli sportivi dilettanti, alla luce della normativa fiscale ormai consolidata e quali siano i principali obblighi documentali e fiscali a carico delle società sportive, quando svolgano o no anche attività commerciale.

Il trattamento fiscale degli emolumenti erogati nel settore dello sport dilettantistico è disciplinato dall’art. 25 della Legge 13 maggio 1999, n. 133 successivamente modificato dall’art. 37, comma 2, Legge 21 novembre 2000, n. 342.

Le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche, rientrano tra i redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lett. m) del TUIR.

Per tali compensi è riservato un particolare trattamento fiscale agevolativo: il successivo art. 69, comma 2, del TUIR, prevede che le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi non concorrono a formare il reddito imponibile ai fini Irpef di chi li percepisce per un importo non superiore complessivamente nel periodo d’imposta a 7.500 euro (comunicato 14 maggio 2007). Peraltro, oltre ai suddetti compensi o emolumenti o rimborsi non documentati, sono esclusi dalla formazione del reddito anche i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto, sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale.

Occorre inoltre precisare che i compensi erogati agli sportivi non subiscono alcuna trattenuta Irpef fino all’importo di 7.500 euro; i compensi, invece, compresi tra i 7.500 e i 28.158,28 euro annui sono soggetti a ritenuta a titolo d’imposta all’aliquota del 23% (pari all’aliquota del primo scaglione - art. 11 del TUIR) maggiorata dell’aliquota di compartecipazione delle addizionali all’Irpef (addizionale regionale); infine, quelli superiori ai 28.158,28 euro sono soggetti a ritenuta a titolo d’acconto all’aliquota del 23 % maggiorata dell’aliquota di compartecipazione delle addizionali all’Irpef (addizionale regionale).

L’Agenzia delle Entrate con risoluzione 26 marzo 2001, n. 34/E ha chiarito che il legislatore riferendosi all’“esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche”, ha voluto delimitare l’ambito di applicazione del regime agevolativo in esame, escludendo i compensi corrisposti per lo svolgimento di “attività contabili ed amministrative in quanto non direttamente finalizzate alla realizzazione delle manifestazioni sportive dilettantistiche”.

Di conseguenza, possono beneficiare della norma prevista dall’art. 67, comma 1, lett. m) del TUIR i compensi erogati a soggetti che partecipano direttamente alla realizzazione della manifestazione sportiva a carattere dilettantistico. In altre parole, l’agevolazione fiscale si riferisce a tutti quei soggetti le cui prestazioni sono funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica, determinandone la concreta realizzazione, ivi compresi coloro che nell’ambito e per effetto delle funzioni di rappresentanza dell’associazione di norma presenziano all’evento sportivo.

Si considerano, quindi, corrisposti nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica i compensi riconosciuti a:

- atleti dilettanti;

- allenatori;

- giudici di gara;

- commissari speciali che durante le gare/manifestazioni devono visionare o giudicare l’operato degli arbitri;

Articolo pubblicato in: Diritto dello sport, Diritto tributario


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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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