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La tassazione delle transazioni in materia di lavoro

10 novembre 2011 -

Il trattamento fiscale delle somme erogate in occasione di transazioni, sia stragiudiziali che giudiziali, per la definizione delle controversie in materia di lavoro, è un problema che affligge costantemente gli operatori del settore.

Il presente articolo cerca di fare il punto sulla normativa applicabile alle diverse tipologie di transazione analizzando il trattamento fiscale conseguente.

***

La trattazione che ci prefiggiamo di compiere non può preliminarmente prescindere da una rapida analisi del quadro normativo di riferimento costituito dagli articoli 6, 17, 49 e 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (“TUIR”) approvato con il Decreto Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nell’ultima versione vigente.

L’articolo 49 del TUIR contiene la nozione di reddito di lavoro dipendente, stabilendo che sono considerati tali i redditi derivanti da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro subordinato prestato con qualsiasi qualifica, compreso il lavoro a domicilio quando considerato tale secondo le norme sulla legislazione del lavoro.

La norma inoltre include nella definizione, equiparandoli al reddito di lavoro dipendente:

  • le pensioni e gli assegni ad esse equiparati, intendendo per tali anche gli emolumenti dovuti dopo la cessazione di un’attività che trovano la loro causa in un rapporto diverso da quello di lavoro dipendente, come ad esempio le pensioni ai professionisti o agli autonomi nonché le pensioni di reversibilità (Messaggio Inps 29 marzo 2006, n. 9706);

  • le somme di denaro per crediti di lavoro, comprensive degli interessi legali (articolo 429 c.p.c. ultimo comma).

In linea generale, poi, secondo le disposizioni di cui all’articolo 6 comma 2 del TUIR, le somme percepite in sostituzione di redditi e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti; pertanto tutte le indennità e le somme o i valori percepiti in sostituzione della retribuzione per lavoro dipendente o equiparati, quali ad esempio: l’indennità di cassa integrazione, l’indennità di disoccupazione, l’indennità di mobilità, l’indennità di malattia o maternità, l’indennità di TBC e post-tubercolare, l’indennità per la donazione di sangue, l’indennità per congedo matrimoniale, sono assoggettati a tassazione come redditi di lavoro dipendente (Messaggio Inps 29 marzo 2006, n. 9706), così come, a seguito della modifica operata alla medesima norma dall’articolo 1 comma 1 lett. a) del Decreto Legge n.557/1993 (convertito nella Legge n. 133/1994), gli interessi moratori e quelli per dilazione di pagamento costituiscono redditi della stessa categoria di quelli da cui derivano i crediti su cui tali interessi sono maturati.

La determinazione del reddito di lavoro dipendente è poi effettuata secondo le disposizioni previste dall’articolo 51 del TUIR, concorrendovi tutte le somme e i valori (beni e servizi) che il dipendente percepisce nel periodo d’imposta, a qualunque titolo, anche sotto forma di erogazioni liberali, e quindi, tutte quelle somme che siano in qualunque modo riconducibili al rapporto di lavoro, anche se non provenienti direttamente dal datore di lavoro.

A titolo meramente esemplificativo, concorrono quindi alla formazione del reddito di lavoro dipendente le somme e i valori percepiti a titolo di:



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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