Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto

Welcome kit in omaggio

ISCRIVITI

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

Ambiente: entra in vigore la nuova Autorizzazione “unica” (Aua). Più ombre che luci

14 giugno 2013 -

Annunciata, pubblicizzata, forse anche “mitizzata” e, poi, lungamente attesa, finalmente è arrivata: il 13 giugno è entrato infatti in vigore il Regolamento che introduce l’Aua, cioè l’Autorizzazione unica ambientale. Sembra proprio il caso di dire: un nome che è tutto un programma...

Si tratta, infatti, di un’unica autorizzazione che sostituisce tutte le principali autorizzazioni ambientali “settoriali” determinando una notevole semplificazione burocratica e, questa almeno è l’intenzione del legislatore, un risparmio di costi e tempi per le imprese.

Il Regolamento in questione è stato emanato con Decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59 (pubblicato sul Supplemento ordinario n. 42 alla Gazzetta Ufficiale 29 maggio 2013, n. 124), in attuazione dell’art. 23 del decreto-legge n. 5/2012 (il cosiddetto “decreto semplificazioni” del Governo Monti, convertito con legge n. 35/2012).

A dire il vero, non è la prima volta che il legislatore ci prova, ma è la prima volta in cui ci riesce.

Ci aveva provato, ad esempio, con l’art. 51 del decreto legislativo n. 152/2006 (oggi abrogato), che aveva affidato al Ministro dell'ambiente il compito di accorpare in un unico provvedimento – denominato allora “autorizzazione unica ambientale per le piccole imprese” – le diverse autorizzazioni ambientali nel  caso  di  impianti non  soggetti ad Aia, ma sottoposti a più di una autorizzazione ambientale di settore.

I vari tentativi, succedutesi negli anni, di procedere ad una radicale semplificazione del quadro delle autorizzazioni ambientali sono però rimasti, tutti, lettera morta.

Non va peraltro dimenticato che lo stesso Codice dell’ambiente (il già citato decreto legislativo n. 152/2006) prevede già, rispetto a specifiche attività, delle autorizzazioni definibili “uniche”. È unica, ad esempio, l’autorizzazione per gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti (in “regime ordinario”), la quale, peraltro, «sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali» (dunque, anche quelli di natura “extrambientale”, in primis i titoli edilizi) e «costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori».

Ed è unica, inoltre, l’autorizzazione con cui viene approvato il progetto di bonifica di un sito inquinato, la quale, infatti, ai soli fini ovviamente della realizzazione e dell’esercizio degli impianti e delle attrezzature necessarie all’attuazione di questo progetto, «sostituisce a tutti gli effetti le autorizzazioni, le concessioni, i concerti, le intese, i nulla osta, i pareri e gli assensi previsti dalla legislazione vigente compresi, in particolare, quelli relativi alla valutazione di impatto ambientale, ove necessaria, alla gestione delle terre e rocce da scavo all'interno dell'area oggetto dell'intervento ed allo scarico delle acque emunte dalle falde» e costituisce anch’essa «variante urbanistica e comporta dichiarazione di pubblica utilità, di urgenza ed indifferibilità dei lavori».

Ancora, può in parte considerarsi “unica” anche la stessa Aia. Ma qui occorre fare una precisazione: l’Aia, infatti, sostituisce soltanto alcune specifiche autorizzazioni “ambientali” e, soprattutto, abilita – di regola – esclusivamente all’esercizio dell’impianto, non anche alla sua costruzione.

La nuova autorizzazione (l’Aua, appunto) è destinata a sostituire, in sintesi: l’autorizzazione allo scarico di acque reflue, le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera (sia quella puntuale, sia quella generale), le comunicazioni e nulla osta in materia di inquinamento acustico, le comunicazioni relative al regime semplificato in materia di rifiuti, la comunicazione preventiva per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e l’autorizzazione all'utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura.



About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2017

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it