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Il sistema degli acquisti della PA: il mercato MePA e il ruolo della Consip

17 aprile 2014 -

Il processo di razionalizzazione delle modalità di acquisto di beni e servizi, da realizzarsi anche tramite l’uso di strumenti e procedure informatiche, è stato avviato dal legislatore con la Legge n. 488/1999, meglio nota come Legge finanziaria 2000.

Ed è nel 2000 che il “programma per la razionalizzazione degli acquisti della P.A.” è stato messo in opera con lo scopo precipuo di razionalizzare la spesa di beni e servizi delle Pubbliche Amministrazioni, migliorando la qualità degli acquisti e riducendo i costi, nonché di semplificare e di rendere più rapide e trasparenti le procedure di approvvigionamento pubblico [1].

Successivamente, con il Decreto del Presidente della Repubblica 4 Aprile 2002, n. 101, sono state regolamentate le gare telematiche nonché il Mercato Elettronico (per i soli acquisti al di sotto della soglia comunitaria), procedure telematiche di acquisto atte a permettere alle Amministrazioni di approvvigionare di beni e servizi attraverso sistemi informatizzati di scelta del contraente [2].

Dunque, la suddetta fonte normativa ha dato vita al MePA, un mercato digitale per la Pubblica Amministrazione, all’interno del quale le P.A. registrate ricercano e acquistano i prodotti o servizi offerti dalle aziende fornitrici, presentati attraverso i propri cataloghi rinvenibili sulla piattaforma.

È suscettibile di abilitazione ai bandi del Mercato Elettronico qualsiasi operatore economico in possesso dei requisiti richiesti ed essa è riferibile sia ai fornitori quanto a prodotti e servizi [3] .

Strumento indispensabile per muoversi all’interno del MePA, sia per conferire valore legale ai documenti generati che per concludere regolarmente i contratti attraverso tale procedura informatizzata è ― sia per gli operatori economici che per le Amministrazioni ― la firma digitale, grazie anche all’apposizione della quale, dopo aver selezionato i prodotti o servizi che si intendono acquistare, è possibile formulare un “Ordine Diretto” o la “Richiesta d’Offerta (RdO)”.

Il primo consiste nell’acquisizione del bene avente le caratteristiche e le condizioni contrattuali indicate nei singoli bandi, visualizzabili sui cataloghi caricati sulla piattaforma, mentre la seconda permette invece di negoziare prezzi e condizioni dei prodotti/servizi riportati sui cataloghi.

Tra i vantaggi che si conseguono attraverso l’uso del mercato elettronico, spiccano la riduzione delle tempistiche d’acquisto, l’abbassamento dei costi di vendita, e la facilità di confronto tra le offerte, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e semplificazione delle procedure.

Uno degli attori principali dello scenario descritto è la Consip, società per azioni di cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze è azionista unico, deputata a svolgere attività di consulenza, assistenza e supporto in favore delle Amministrazioni Pubbliche nell’ambito degli acquisti di beni e servizi (cosiddetto “public procurement”).

La Consip, in breve, opera:

- in qualità di centrale di committenza nazionale, attuando il Programma di razionalizzazione degli acquisti nella PA;

- supportando singole amministrazioni nelle varie fasi del processo di approvvigionamento (ciò in virtù della stipulazione di singole convenzioni);

- attuando i nuovi obiettivi affidati attraverso provvedimenti di legge o atti amministrativi, che necessitano delle competenze nell’ambito del procurement.



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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