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Le misure di straordinaria e temporanea gestione dell’impresa per fatti corruttivi

19 novembre 2014 -

(Parte I) (Parte II)

Articolo in tre parti

Parte III - Il caso Maltauro

8. La prima applicazione della normativa 

La prima applicazione della normativa in esame si è avuta con la richiesta di straordinaria e temporanea gestione della società Maltauro s.p.a., con riferimento all’appalto relativo alle “architetture di servizio” afferenti al sito per l’esposizione universale (EXPO) del 2015.

Sia la richiesta che il Decreto del Prefetto di Milano sono reperibili sul sito web dell’ANAC.

8.1 La richiesta del Presidente dell’ANAC

La richiesta del Presidente dell’ANAC (10 luglio 2014) nel rimarcare il carattere “assolutamente innovativo” dello strumento in esame, evidenzia, innanzitutto, la duplice finalità dell’intervento normativo operato dal Decreto Legge 90.

Un primo è quello di evitare che le doverose indagini della magistratura penale su fatti illeciti connessi alla gestione di appalti possa impedire e/o ritardare la conclusione di opere pubbliche, soprattutto quando esse abbiano importanza strategica per il Paese; un altro, invece, è di evitare che l’esigenza comunque di completamento dei lavori non si traduca in un (indiretto) vantaggio per l’autore dell’illecito, consentendogli cioè dopo essersi aggiudicato in modo non legittimo un appalto per un lavoro pubblico e/o una fornitura, di conseguire il profitto del proprio illecito ottenendo gli utili conseguenti l’attività

In secondo luogo, si sofferma sui presupposti della misura: oltre ai gravi indizi di colpevolezza è necessario valutare la gravità del fatto accertato.

Il secondo presupposto - solo in parte qualificabile come una sorta di periculum in mora è collegato alla graduazione di gravità del fatto accertato che consente di optare per una o l’altra delle due misure; questo elemento non viene espressamente richiamato nel primo comma dell’articolo 32 in esame - che si occupa della richiesta del Presidente dell’ANAC - ma di esso si fa cenno nel secondo comma riferito specificamente ai criteri che devono guidare la scelta del Prefetto ma di cui non può non tener conto il Presidente ANAC nella sua richiesta.

È un requisito che proprio per avere in sé una notevole connotazione valutativa è difficile poter individuare con precisione in astratto; in estrema approssimazione, la valutazione di gravità potrà derivare sia dal complessivo comportamento tenuto dal soggetto autore del fatto illecito sia del livello di coinvolgimento dell’impresa - considerata come soggetto giuridico autonomo - in meccanismi di sistematica illiceità nella gestione degli appalti

Si noti, in particolare, il riferimento al “livello di coinvolgimento dell’azienda”, quale soggetto giuridico autonomo, nei meccanismi di gestione illecita degli appalti.

Si tratta di una espressione vicina a quella utilizzata dal Decreto Legislativo 231/2001 (articolo 11), tra i criteri di commisurazione della sanzione pecuniaria, laddove si parla di “grado della responsabilità dell’ente”.



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n.7770 - ISSN 2239-7752

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