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Le novità in punto di Processo Telematico

30 giugno 2015 -
Le novità in punto di Processo Telematico

Sommario: 1. Oggetto del Decreto Legge; 2. Processo Telematico: proroghe, facoltà e attestazioni; 3. Conclusioni.

1. Oggetto del Decreto Legge

Nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27.06.2015, è stato pubblicato il Decreto Legge n. 83 di pari data, contenente “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria”. Invero, la gran parte del Decreto (artt. 1-17) contiene consistenti novelle in tema di procedure concorsuali e processo esecutivo, mentre l’ultima parte (artt. 18-24) reca le novità in tema di Processo Telematico e disposizioni transitorie.

2. Processo Telematico: proroghe, facoltà e attestazioni

La modifica accolta con maggior favore è riportata nell’articolo 19 del Decreto in commento, il quale introduce un comma 1bis nell’articolo 16bis del Decreto Legge 18.10.2012, n. 179, del seguente tenore: ”Nell’ambito dei procedimenti civili, contenziosi e di volontaria giurisdizione innanzi ai Tribunali e, a decorrere dal 30 giugno 2015, innanzi alle Corti d’Appello è sempre ammesso il deposito telematico dell’atto introduttivo o del primo atto difensivo e dei documenti che si offrono in comunicazione, da parte del difensore o del dipendente di cui si avvale la pubblica amministrazione per stare in giudizio personalmente, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. In tal caso il deposito si perfeziona esclusivamente con tali modalità”. Inoltre, al comma 9bis, dopo la parola “difensore”, viene aggiunto l’inciso “dipendente di cui si avvale la Pubblica Amministrazione”.

Trattasi della tanto attesa norma che legittima il deposito telematico facoltativo di atti e documenti, tesa a porre fine alla giurisprudenza oscillante in tema di ammissibilità degli atti antecedenti la costituzione delle parti.

Si fa rilevare un’incongruenza, risolvibile in sede di conversione: il novello comma 1bis consente al dipendente che rappresenti la Pubblica Amministrazione di depositare telematicamente gli atti introduttivi del giudizio, laddove il comma 1 invece esclude l’obbligo, ma anche la facoltà, che egli depositi telematicamente gli atti successivi alla costituzione.

Faccio, altresì, notare che il Legislatore, anziché parlare di “atto introduttivo o primo atto difensivo”, avrebbe più semplicemente potuto affermare che è sempre consentito il deposito telematico di qualunque atto. Si sarebbe così evitata ogni discussione su quelli che si sono rivelati sinora i casi dubbi, quali la citazione per chiamata in causa del terzo o l’atto di intervento, trattati diversamente da alcune cancellerie ed alcuni giudici.

Viene, poi, introdotto l’articolo 16decies, dedicato al “Potere di  certificazione  di  conformità  delle copie degli atti notificati”, il quale dispone che “Il difensore, il dipendente di cui si avvale la pubblica amministrazione per stare in giudizio personalmente, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale, quando depositano con modalità telematiche la copia informatica, anche per immagine, di un atto formato su supporto analogico e notificato, con modalità non telematiche, dall’ufficiale giudiziario ovvero a norma della legge 21 gennaio 1994, n. 53, attestano la conformità della copia al predetto atto. La copia munita dell’attestazione di conformità equivale all’originale dell’atto notificato. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche all’atto consegnato all’ufficiale giudiziario o all’ufficio postale per la notificazione”.



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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