Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto

Welcome kit in omaggio

ISCRIVITI

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

Inapplicabilità dell’articolo 72-quater, Legge Fallimentare, al contratto di leasing anteriormente risolto

23 novembre 2016 -
Inapplicabilità dell’articolo 72-quater, Legge Fallimentare, al contratto di leasing anteriormente risolto

Abstract

Il Tribunale di Brescia si è pronunciato su importanti temi inerenti il trattamento del contratto di locazione finanziaria nel caso di fallimento dell’utilizzatore, primo fra tutti l’inapplicabilità dell’articolo 72-quater, Legge Fallimentare, al contratto di leasing risolto anteriormente alla dichiarazione di fallimento e la validità del diverso trattamento tra leasing di godimento e leasing traslativo.

Il giudice di merito si è inoltre pronunciato sulla inconciliabilità tra l’ammissione al passivo dei residui crediti del concedente e la successiva domanda della curatela volta al recupero ex articolo 1526, Codice Civile, dei canoni versati dall’utilizzatore fallito.

 

Sommario: 1. L’articolo 72-quater, Legge Fallimentare, in rapporto alla distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo. - 2. Inconciliabilità tra l’ammissione al passivo dei residui crediti della concedente e la successiva azione di ripetizione.

 

1. L’articolo 72-quater, Legge Fallimentare, in rapporto alla distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo

Il Tribunale di Brescia (est.: Del Porto; sentenza 2 agosto 2016 n. 2542) ha confermato che, ove il contratto di leasing si sia risolto anteriormente alla dichiarazione di fallimento del conduttore, non ricorre l’applicabilità della disciplina contenuta nell’articolo 72-quater della Legge Fallimentare (norma introdotta dall’articolo 59 del Decreto Legislativo n. 5/2006 e successivamente parzialmente integrata dall’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 169/2007) essendo tale norma applicabile ai soli contratti pendenti al momento della dichiarazione di fallimento.

La sentenza è di poco successiva alla pronuncia del Tribunale di Novara (est.: Delle Site, decreto 14 luglio 2016) che è giunto alle medesime conclusioni.

E invero, la norma va letta in combinato disposto con l’articolo 72 della Legge Fallimentare, norma di principio avente portata generale sulla disciplina dei rapporti giuridici pendenti.

L’articolo 72 al primo comma definisce il “rapporto pendente” intendendo per tale il contratto “ancora ineseguito o non compiutamente eseguito da entrambe le parti..., salvo che, nei contratti ad effetti reali, sia già avvenuto il trasferimento del diritto”, trasferimento che alla luce del principio consensualistico si ottiene con il semplice consenso manifestato dalle parti.

Così definito l’ambito applicativo della disciplina, è sancito il principio generale della sospensione dell’esecuzione del contratto in attesa della decisione del curatore, nel senso del subentro nel rapporto in luogo del fallito, ovvero nel senso dello scioglimento dallo stesso.

In questo contesto si inserisce l’articolo 72-quater che, dettando una disciplina per il contratto di locazione finanziaria pendente al momento della dichiarazione di fallimento sia dell’utilizzatore (commi 1-3) che della società concedente (ultimo comma), ha indubbiamente colmato una lacuna, fonte di incertezza soprattutto per le scelte che incombono sul curatore in ordine al subentro nel contratto.

Con l’articolo 72-quater il legislatore ha quindi inteso offrire una soluzione oggettiva che, pur limitatamente ai contratti ancora in essere al momento della dichiarazione di fallimento, superasse la distinzione tra leasing traslativoe leasing finanziario o di godimento” affermata nella giurisprudenza di legittimità a partire dalle note sei sentenze della Cassazione del 1989 (Cass., Sez. I Civ., 13 dicembre 1989, dalla n. 5569 alla n. 5574) e confermata dalla Suprema Corte in numerose pronunce successive (Cass., Sezioni Unite, 7 gennaio 1993 n. 65; fino a Cass., Sez. III Civ., 29 aprile 2015 n. 8687, che – in punto alla distinzione tra le due fattispecie di leasing – richiama il proprio ultraventennale costante indirizzo con: Cass., Sez. III Civ., 12 settembre 2014 n. 19272; Cass., Sez. III Civ., 28 luglio 2014 n. 17048; Cass., Sez. III Civ., 14 marzo 2013 n. 6578; Cass., Sez. III Civ., 27 settembre 2011 n. 19732; Cass., Sez. III Civ., 10 settembre 2010 n. 19287; Cass., Sez. III Civ., 8 gennaio 2010 n. 73). L’indirizzo giurisprudenziale consolidatosi negli ultimi ventisette anni, distinguendo tra le due forme di leasing, ha sottolineato che nel leasing di godimento i canoni costituiscono essenzialmente corrispettivo per il godimento di un bene che, per le sue caratteristiche merceologiche e tecniche, tenderà ad esaurire le proprie utilità entro un limitato periodo di tempo, sostanzialmente coincidente con quello di durata dello stesso contratto di leasing. Nel leasing traslativo, invece, il bene oggetto del contratto ha un valore intrinseco generalmente più elevato rispetto ai beni oggetto del leasing di godimento e non è soggetto a significativa obsolescenza; ne consegue che il corrispettivo pagato dall’utilizzatore, anche se viene definito canone, costituisce parte del prezzo, in quanto, unito al prezzo del riscatto finale notevolmente inferiore al valore residuo del bene, si traduce in un vero e proprio corrispettivo per la vendita del bene.



About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2017

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it