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Le Sezioni Unite sull’immediata impugnabilità del lodo parziale ex articolo 827 del codice di procedura civile nel procedimento arbitrale

10 gennaio 2017 -
Le Sezioni Unite sull’immediata impugnabilità del lodo parziale ex articolo 827 del codice di procedura civile nel procedimento arbitrale

Abstract

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha risolto la questione riguardante i casi in cui, ex articolo 827, comma 3, del codice di procedura civile, è immediatamente impugnabile il lodo parziale, enunciando il principio secondo cui debba definirsi lodo che decide parzialmente il merito, immediatamente impugnabile, sia quello di condanna generica ex articolo 278 del codice di procedura civile sia quello che decide una o alcune delle domande proposte senza definire l’intero giudizio.

 

È stata finalmente risolta, con la Sentenza 18 novembre 2016 n. 23463 emessa dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la controversa questione riguardante l’immediata impugnabilità del lodo parziale emesso dal Collegio arbitrale.

1. Il caso

Nello specifico, il caso esaminato dalla Suprema Corte ha riguardato l’asserita violazione degli articoli 827, comma 3 e 279, comma 2, del codice di procedura civile per avere la Corte d’Appello di Napoli escluso l’immediata impugnabilità di un lodo che, pronunciato prima del lodo definitivo, ha affermato la competenza del Collegio arbitrale relativamente ad una controversia riguardante l’esecuzione di un contratto d’appalto stipulato con clausola compromissoria.

2. La definizione di lodo parziale

Innanzi tutto occorre considerare che il “lodo parziale”, inserito nel frazionamento dei provvedimenti emessi nel procedimento arbitrale, è da intendersi, secondo autorevole dottrina, come il provvedimento “limitato all’accoglimento o al rigetto di taluna delle più domande oggetto del giudizio”[1].

Tuttavia, in tale definizione[2] parte della giurisprudenza di legittimità ha ritenuto di includere anche “la decisione su una questione preliminare di merito o pregiudiziale di rito”[3], causando il contrasto portato dinanzi alle Sezioni Unite.

Sul punto è opportuno precisare che l’esatta individuazione del perimetro della definizione di “lodo parziale” appare assai rilevante in considerazione della disciplina sull’immediata impugnabilità di tale provvedimento.

Di fatti, l’articolo 827, comma 3, del codice di procedura civile, che disciplina l’impugnazione del lodo parziale, dispone che “il lodo che decide parzialmente il merito della controversia è immediatamente impugnabile, ma il lodo che risolve alcune delle questioni insorte senza definire il giudizio arbitrale è impugnabile solo unitamente al lodo definitivo.”

Nel nostro ordinamento, profondamente riformato con la Legge 5 gennaio 1994 n. 25, si prevede, dunque, la distinzione tra lodo parziale stricto sensu, ossia quello immediatamente impugnabile poiché decide parzialmente il merito della controversia, e lodo parziale non impugnabile poiché limita la decisione soltanto ad alcune delle questioni insorte senza definire il giudizio.[4]

3. La soluzione fornita dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

Nella sentenza in commento la Corte di Cassazione sottolinea come in tale distinzione, alla quale è “in parte sovrapponibile quella tra sentenze definitive e non definitive ex articolo 279 del codice di procedura civile”, ora vi sia un preciso criterio normativo di definizione rinvenibile negli articoli 360, comma 3, e 361, comma 1, del codice di procedura civile, i quali, a seguito della novella del 2006[5], oggi riconoscono l’immediata ricorribilità per cassazione solo delle sentenze di condanna generica ex articolo 278 del codice di procedura civile e delle sentenze che decidono una o alcune delle domande senza definire l’intero giudizio.



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