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Risoluzione del rapporto per raggiunti limiti di età e preavviso

07 febbraio 2017 -
Risoluzione del rapporto per raggiunti limiti di età e preavviso

Abstract: viene evidenziato il sussistente contrasto in seno alla sezione lavoro della Cassazione, relativo alla spettanza (o meno) del preavviso (in forma di indennità sostitutiva) per la risoluzione del rapporto dei lavoratori che abbiano maturato, all’età di 65 anni, i requisiti contributivi per il pensionamento di vecchiaia e per i quali siano state pattuite nei contratti collettivi clausole di risoluzione automatica.

La lettura della recente sentenza di Cassazione (n. 1743 del 24 gennaio 2017) - afferente alla richiesta giudiziale di un dipendente da società di assicurazione di percepire l’indennità sostitutiva del preavviso all’atto della cessazione dal lavoro, comunicatagli dalla società per cd. raggiunti requisiti per il pensionamento di vecchiaia - costituisce per il giuslavorista occasione e stimolo per illustrare la problematica al riguardo, caratterizzata oramai da orientamenti controversi tali da rendere indilazionabile l’intervento compositivo delle Sezioni Unite.

1. L’orientamento più recente sul tema, peraltro ancora minoritario

La sentenza in questione - che fa parte di un orientamento ancora minoritario, ma di recente in fase crescente - riformando le sentenze di merito, ha negato al lavoratore la spettanza dell’indennità sostitutiva del preavviso, in considerazione sia del fatto che nel contratto collettivo del settore assicurativo (come in quello del settore del credito, e non solo di essi) sussiste una clausola di risoluzione automatica del rapporto al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia, pattuita fra gli agenti contrattuali contrapposti, sia del fatto che la società aveva comunicato con largo anticipo al dipendente (che non aveva effettuato opzione per la prosecuzione, ex articolo 6, legge  n. 54/82) che il suo rapporto si sarebbe concluso con il pensionamento ai 65 anni.

La sentenza innanzi menzionata si è così espressa: « la risoluzione datoriale del rapporto di lavoro a causa del raggiungimento dei limiti massimi d’anzianità lavorativa effettuata prima del compimento dei sessantacinque anni del dipendente ma destinata ad operare al momento di tale evento e non seguita da allontanamento del lavoratore dal posto di lavoro non costituisce licenziamento, difettandone il presupposto della volontà di interrompere un rapporto in corso, bensì un semplice atto risolutivo, che, se conforme alla contrattazione collettiva e se non contestato dal destinatario con riguardo alla sua legittimità, non è sottoposto alla medesima normativa del licenziamento, sicché non si configura il diritto del lavoratore all’indennità di preavviso, tanto più che, in tale ipotesi, il preavviso è lavorato (Cassazione  29 novembre 2004, n. 22427; Cassazione  20 febbraio 2013, n. 4187); del resto, l’articolo 2118, secondo comma, cod. civ. prevede l’obbligo del datore di lavoro di corrispondere al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso in ogni caso di licenziamento individuale che non sia preceduto da periodo di preavviso lavorato (Cassazione  21 gennaio 2014, n.  1148); in altri termini, l’inizio del regime di recedibilità “ad nutum” del rapporto di lavoro, contemporaneo alla fine del regime di recedibilità causale, attribuisce al datore di lavoro il potere di far cessare immediatamente il rapporto, purché (e salva l’ipotesi di giusta causa ex articolo 2119 cod. civ.) il lavoratore abbia avuto la possibilità di giovarsi del periodo di preavviso grazie ad una tempestiva intimazione del licenziamento, valida anche se resa già in regime di recedibilità causale, sicché è legittimo un cd. licenziamento che, sebbene intimato in regime di recedibilità causale e privo di giustificazione, sia destinato a produrre effetto solo al raggiungimento del sessantacinquesimo anno di età del lavoratore e, quindi, in coincidenza del subentrare del regime di recedibilità “ad nutum” (Cassazione  16 maggio 1995, n. 5356; Cassazione  28 novembre 2007, n. 24722)».



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n.7770 - ISSN 2239-7752

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