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Le nuove fattispecie di corruzione tra privati

21 aprile 2017 -
Le nuove fattispecie di corruzione tra privati

Parte I

 

La riforma della corruzione tra privati

I – Le nuove fattispecie di corruzione tra privati

II – La responsabilità delle persone giuridiche per la corruzione tra privati

III – Il regime di procedibilità della corruzione tra privati

 

1. Premessa

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 15 marzo 2017 n. 38 (“Attuazione della decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato”), in vigore dal 14 aprile.

Vengono apportate importanti modifiche al reato di corruzione tra privati introdotto dalla legge 190/2012.

Questo il nuovo testo dell’articolo 2635 del codice civile (con evidenziazioni dello scrivente):

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, di società o enti privati, che, anche per interposta persona, sollecitano o ricevono, per sè o per altri, denaro o altra utilità non dovuti, o ne accettano la promessa, per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni. Si applica la stessa pena se il fatto è commesso da chi nell’ambito organizzativo della società o dell’ente privato esercita funzioni direttive diverse da quelle proprie dei soggetti di cui al precedente periodo.

Si applica la pena della reclusione fino a un anno e sei mesi se il fatto è commesso da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti indicati al primo comma.

Chi, anche per interposta persona, offre, promette o dà denaro o altra utilità non dovuti alle persone indicate nel primo e nel secondo comma, è punito con le pene ivi previste.

Le pene stabilite nei commi precedenti sono raddoppiate se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell’Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell’art. 116 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni.

Si procede a querela della persona offesa, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza nella acquisizione di beni o servizi.

Fermo quanto previsto dall’articolo 2641, la misura della confisca per valore equivalente non può essere inferiore al valore delle utilità date, promesse o offerte.



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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