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Linking verso contenuti online protetti dal diritto d’autore: la sentenza del Tribunale di Frosinone

12 aprile 2017 -

Di Giovanni de Gregorio

 

In data 7 febbraio 2017, il Tribunale di Frosinone, pronunciandosi sulla causa R.G. 1766/2015, ha ritenuto che la sanzione amministrativa, applicata dalla Guardia di Finanza ai sensi dell’articolo 174-bis della legge sul diritto d’autore al titolare di un sito web che forniva hyperlink a siti che diffondevano via streaming contenuti audiovisivi coperti dal diritto d’autore, non possa ritenersi legittimamente emessa e, pertanto, vada annullata.

 

Il caso

Il caso origina dall’ordinanza di ingiunzione emessa dal Prefetto di Frosinone in data 29 aprile 2015 con la quale è stata ingiunto al titolare dei siti web in questione di pagare a titolo di sanzione amministrativa secondo quanto disposto dall’articolo 174-bis della legge sul diritto d’autore una somma pari a circa 600 mila euro dal momento che, a parer dell’autorità, la condotta del suddetto titolare configurava una violazione dell’articolo 171-ter, comma 2 lett. a)-bis della medesima legge.

Avverso la suddetta ordinanza di ingiunzione, in data 29 maggio 2015, l’opponente presentava il proprio ricorso ritenendo infondata la contestazione della Guardia di Finanza in merito all’utilizzo a scopo di lucro della piattaforma, chiedendo: a) in via preliminare, la sospensione dell’efficacia esecutiva del provvedimento opposto; b) in via principale l’annullamento della sanzione; c) in via subordinata la riduzione della medesima.

In particolare, l’articolo 171-ter, comma 2 lett. a)-bis prevede che è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da cinque a trenta milioni di lire chiunque “in violazione dell’articolo 16, a fini di lucro, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante concessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta dal diritto d’autore, o parte di essa”.

Proprio sulla base dell’elemento riguardante lo scopo di lucro, il Tribunale ha accolto il ricorso proposto dal titolare del sito web. In particolare, il Tribunale di Frosinone ha definito il concetto di scopo di lucro definendolo comeun fine di guadagno economicamente apprezzabile o di incremento patrimoniale da parte dell’autore del fatto”.

A nulla sono valse le argomentazioni della GDF a sostegno di un’interpretazione estensiva anche alle fattispecie senza scopo di lucro, ritenendo il Tribunale, al contrario, che il suddetto elemento costituisse “requisito essenziale di punibilità”. Pertanto, nel caso di irrogazione di una sanzione per violazione dell’articolo 171-ter, comma 2 lett. a)-bis è necessario fornire la prova dell’intento del titolare volto a ottenere un guadagno “economicamente apprezzabile” attraverso lo sfruttamento online di opere protette dal diritto d’autore.



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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