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Il global take-down al vaglio della Corte di Giustizia dell’Unione europea

06 settembre 2017 -

Di Monica Senor

Il 19 luglio 2017 il Consiglio di Stato francese, su sollecitazione del Rapporteur Publique, ha sollevato una questione pregiudiziale innanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione europea in merito all’applicazione del diritto alla de-indicizzazione, più comunemente noto come diritto all’oblio, così come delineato nella sentenza della stessa Corte europea del 13 maggio 2014 nel caso C-131/12 Google vs. Costeja Gonzáles.

Il caso nasce da un ricorso presentato da Google Inc. per l’annullamento di un provvedimento con cui la CNIL (Commission nationale de l’informatique et des libertés), il Garante francese per la protezione dei dati personali, ha emesso nei confronti della multinazionale americana una sanzione pecuniaria di 100 milioni di euro per non aver ottemperato all’ordine di rimuovere da tutti i nomi a dominio del motore di ricerca di Google i risultati relativi a notizie “da dimenticare” riguardanti un cittadino francese.

Nelle more dell’istruttoria avanti alla CNIL, Google aveva proposto, come soluzione alternativa al cd. de-listing globale, l’opzione di utilizzare la tecnica del geo-blocking, ovverosia bloccare l’accesso ai risultati incriminati attraverso l’individuazione dell’indirizzo IP di chi esegue la ricerca, ma la proposta veniva rigettata dal Garante francese in quanto giudicata insufficiente a salvaguardare pienamente il diritto all’oblio del soggetto interessato.

Nel ricorso avanti al Conseil d’état Google ha ribadito la sua posizione nettamente contraria al principio del global take-down, sostenendo che l’ordine della CNIL violerebbe i principi di cortesia e di non interferenza riconosciuti dal diritto internazionale e rappresenterebbe un intervento sproporzionato rispetto alle libertà di espressione, di informazione, di comunicazione e di stampa garantite dall’articolo 11 della Dichiarazione (francese) dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, dall’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dall’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.



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