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Infiltrazioni mafiose: pianificazione territoriale e consultazione pubblica

12 settembre 2017 -
Infiltrazioni mafiose: pianificazione territoriale e consultazione pubblica

Indice

1. Un fenomeno ombra

2. Le fasi del procedimento

3. Proposte di scioglimento, tecnica di redazione delle richieste

4. La relazione della commissione di accesso

5. Proposte di scioglimento: i casi pratici più comuni

6. Conseguenze politiche ed economiche

7. Conseguenze indirette sui comuni limitrofi

8. Alcuni dati sullo scioglimento dei consigli comunali

9. Proposte maggiormente accreditate

10. Gestione dei servizi

11. Pianificazione territoriale: ispezione amministrativa e consultazione pubblica

 

1. Un fenomeno ombra

Il fenomeno assume, nelle moderne società postindustriali, forme assai eterogenee ed insidiose, in quanto le infiltrazioni mafiose appaiono sempre più difficili da identificare, specie nelle grandi città.

La normativa sullo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni non ha messo fine all’influenza della criminalità organizzata sulla politica locale, ma sembra, comunque, avere effetti positivi sulla selezione della classe politica, mentre i partiti colpiti ottengono meno voti alle elezioni successive.

Un report dell’Osservatorio Nazionale Openpolis, pubblicato recentemente, fa capire quanto sia attuale in tutto il Paese la problematica sullo scioglimento dei consigli comunali per mafia, con il primato della Calabria per il maggior numero di comuni interessati.

 

2. Le fasi del procedimento

L’iter amministrativo per lo scioglimento degli enti locali prevede il potere d’iniziativa in capo al Prefetto che, informato dalla magistratura o dalle Forze di polizia, del potenziale rischio di infiltrazioni mafiose in un ente locale, avvia la procedura di accesso agli atti.

L’articolo 143, comma 2 del TUEL dispone che il procedimento di scioglimento di un’amministrazione comunale o provinciale (o anche, a seguito della novella introdotta dall’articolo 1-bis del D. Lgs 31 marzo 2003 n. 50, di città metropolitane, comunità montane, comunità isolane, unioni di comuni, consorzi di comuni e province, organi comunque denominati delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere, aziende speciali dei comuni e delle province e consigli circoscrizionali) «è avviato dal Prefetto della provincia con una relazione che tiene anche conto di elementi eventualmente acquisiti con i poteri delegati dal Ministro dell’Interno ai sensi dell’articolo 2, comma 2-quater, del Decreto Legge 29 ottobre 1991 n. 345 convertito dalla Legge 30 dicembre 1991 n. 410, e successive modificazioni ed integrazioni».

La commissione d’accesso di nomina prefettizia svolge un’attività d’indagine sull’operato dell’amministrazione locale, valutando la consistenza degli elementi sui quali fondare la proposta di scioglimento, rappresentati dai vizi e dalle anomalie dell’azione amministrativa dell’ente. Della commissione d’accesso fanno normalmente parte vice prefetti, funzionari di prefettura e funzionari delle forze dell’ordine.



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n.7770 - ISSN 2239-7752

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