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Guida VI al Regolamento Privacy UE 2016/679: la disciplina del consenso al trattamento di dati facenti parte di categorie particolari, di minori e relativi a condanne penali o reati

02 ottobre 2017 -
Guida VI al Regolamento Privacy UE 2016/679: la disciplina del consenso al trattamento di dati facenti parte di categorie particolari, di minori e relativi a condanne penali o reati

Indice

1. Introduzione

2. Novità rispetto alla Direttiva 46/95/CE

3. Trattamento di categorie particolari di dati, o relativi a condanne penali o reati

3. Consenso del minore

4. Trasferimento dei dati verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale

 

Data la delicatezza della disciplina del consenso al trattamento dei dati, si è ritenuto opportuno approfondire la tematica dividendola in due guide: dopo la scorsa guida, in cui sono stati trattati gli aspetti del consenso in generale e quello relativo ai semplici dati personali (Guida V al Regolamento Privacy UE 2016/679: la disciplina generale del consenso al trattamento dei dati personali), si approfondisce ora la disciplina del consenso con riferimento al trattamento di categorie specifiche di dati.

 

Novità rispetto alla Direttiva 46/95/CE

Secondo la Direttiva del 1995, precisamente all’articolo 8, nella nozione “categorie particolari di dati” rientrano i dati personali rivelatori dell’origine razziale o etnica, delle opinioni politiche, delle convinzioni religiose o filosofiche, dell’appartenenza sindacale, nonché il trattamento di dati relativi alla salute e alla vita sessuale.

La dizione “categorie particolari di dati” è stata mantenuta nel nuovo Regolamento all’articolo 9, ma ora comprende anche i dati genetici e biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica. Nel Regolamento sono inoltre introdotti nuovi articoli riguardanti il trattamento di dati personali relativi a minori d’età (articolo 8) e riferiti a condanne penali e reati (articolo 10).

 

Trattamento di categorie particolari di dati o relativi a condanne penali o reati

Come viene evidenziato nell’ultima guida al Regolamento (Guida V al Regolamento Privacy UE 2016/679: la disciplina generale del consenso al trattamento dei dati personali), per le normali tipologie di dati personali, tranne in casi eccezionali, il consenso del soggetto interessato è sufficiente a rendere legittimo il trattamento: non deve sussistere alcun dubbio in relazione al fatto che il soggetto interessato abbia prestato il proprio consenso, ma la volontà può desumersi validamente anche da comportamenti concludenti dell’interessato, mediante azioni positive inequivocabili.

Per le altre categorie di dati, al contrario, non bastano i comportamenti concludenti ed il trattamento è legittimo solamente quando il consenso prestato è esplicito.



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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