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Restorative justice e rivalutazione del ruolo della vittima nelle modalità di risposta al reato

11 ottobre 2017 -
Restorative justice e rivalutazione del ruolo della vittima nelle modalità di risposta al reato

Con la legge 23 giugno 2017, n. 103 (c.d. “Legge Orlando”), il Governo è stato delegato ad adottare i decreti legislativi diretti alla riforma dell’ordinamento penitenziario.

In particolare, le modifiche andranno apportate nel rispetto di alcuni criteri direttivi, tra cui rientra laprevisione di attività di giustizia riparativa e delle relative procedure, quali momenti qualificanti del percorso di recupero sociale sia in ambito intramurario sia nell’esecuzione delle misure alternative”. Una nuova dimostrazione di come la recente normativa sia improntata, sia pur timidamente rispetto ad altre realtà europee, verso una nuova forma di giustizia penale, caratterizzata dalla creazione di spazi d’interazione tra vittima e reo.

 

La conciliazione al fianco della giustizia penale tradizionale

L’appartenenza esclusiva dello ius puniendi allo Stato si presenta come uno dei pilastri imprescindibili della cultura giuridica occidentale: è il potere pubblico, attraverso le sue istituzioni, a sanzionare tutte quelle condotte percepite dalla comunità come antisociali, attribuendo un ruolo relativamente marginale alla vittima del reato e prevenendo, così, vere e proprie forme di vendetta personale.

Una rivalutazione del ruolo della persona offesa all’interno della vicenda penale può tuttavia rinvenirsi nell’attuale scenario giuridico europeo, in cui da tempo viene fatto spazio a istituti non certo diretti ad una “punizione privata” dell’autore del reato, ma improntati, al contrario, verso un incontro dialogico finalizzato al raggiungimento di un “accordo riparativo” tra vittima e reo, il cui esito potrà poi influenzare, più o meno intensamente, la decisione del giudice.

Tant’è che alcuni autori hanno parlato di vera e propria riscoperta, in chiave moderna, della riparazione in favore della vittima del reato, svincolata dall’anacronistica attitudine vendicativa. Difatti, l’espressione “giustizia privata” non implica necessariamente il concetto di vendetta, ma anche quelli di riparazione e riconciliazione: una giustizia riparativa, per l’appunto, in cui lo Stato assume il ruolo di mero osservatore, lasciando la possibilità a vittima e reo, generalmente coadiuvati da un mediatore, di partecipare attivamente alla risoluzione delle questioni derivanti dal reato.

 



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