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La prescrizione dei crediti erariali

10 novembre 2017 -
La prescrizione dei crediti erariali

Indice

1. Premessa

2. La prescrizione e la decadenza nel diritto tributario

2.1  La prescrizione dei diritti di credito tributario

2.2  La decadenza dei diritti di credito tributario

3. I crediti erariali si prescrivono in cinque anni

3.1 Le modifiche normative all’articolo 25 D.P.R. n. 602/1973 e le sentenze d’illegittimità costituzionale (Corte Cost n.352/2004;Corte Cost. n.280/2005)

3.2 La Suprema Corte dirime il contrasto giurisprudenziale sull’interpretazione dell’articolo 2953 c.c. da applicare ai crediti erariali (Cass.Civ.SS.UU. n.23397/2016)

 

1. Premessa

Il decorso del tempo, insieme con altri elementi, può assumere  diverso rilievo per l’ordinamento giuridico e, in particolare, può influire sull’acquisto e sull’estinzione dei diritti.

La disciplina degli istituti della prescrizione e della decadenza si rinviene innanzitutto nel codice civile, rispettivamente agli artt. 2934 e ss. e agli artt. 2964 e ss. c.c.

  • Prescrizione

Come è ben noto, la prescrizione è un istituto di ordine pubblico per effetto del quale i diritti si estinguono se il titolare degli stessi non li esercita per il tempo stabilito dalla legge.

Essa ha per oggetto tutti i diritti soggettivi, con esclusione dei diritti indisponibili e del diritto di proprietà nonché di alcuni diritti di azione (petizione di proprietà, articolo 533 c.c., azione di nullità, articolo 1422 c.c.).

Poiché fondamento della prescrizione è l’inerzia del titolare del diritto, consegue che la stessa non decorre se il diritto è subordinato a condizione o termine, né può operare se l’inerzia è giustificata da cause previste dalla legge (sospensione per rapporti tra le parti o condizioni soggettive del titolare, artt.2941 e 2942 c.c.) e viene meno se il titolare esercita il diritto o questo viene riconosciuto dal soggetto passivo (interruzione ex artt. 2943 e 2944 c.c.).

La differenza sostanziale tra la sospensione e l’interruzione si ravvisa nel fatto che, nella prima, il periodo di tempo sospeso opera come una parentesi nel computo del termine onde, cessata la causa di sospensione, il decorso del termine riprende, calcolandosi anche quello maturato anteriormente alla sospensione; nell’interruzione, invece, poiché viene meno l’inerzia, il decorso del termine inizia nuovamente, senza calcolare il tempo anteriore all’atto interruttivo.

Il termine ordinario della prescrizione è di anni 10 (articolo2946 c.c.), ma vi sono anche prescrizioni ventennali (estinzione dei diritti reali su cose altrui, artt. 954, 970, 1014, 1073 c.c.) e prescrizioni brevi (prestazioni periodiche, articolo2958 c.c., e risarcimento dei danni articolo 2947 c.c.), queste ultime previste dalla legge per particolari rapporti e per le quali, tuttavia, una volta azionato il diritto in sede giudiziale e passata in giudicato la sentenza (articolo324 c.p.c.) sopraggiunge la c.d. actio judicati, soggetta alla prescrizione ordinaria decennale (articolo 2953 c.c.).

Vi sono infine le prescrizioni presuntive, previste dalla legge per il credito di alcuni soggetti che operano (per la durata di sei mesi, un anno o tre anni, secondo i crediti) sul terreno processuale e possono essere superate mediante la confessione del debitore (articolo2959 c.c.) o mediante deferimento del giuramento decisorio (articolo 2960 c.c.).

Articolo pubblicato in: Diritto tributario


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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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