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Whistleblowing e il sistema BKMS istituito in Austria

12 novembre 2017 -
Whistleblowing e il sistema BKMS istituito in Austria

Indice

I. Introduzione

II. Gli Stati Uniti d’America e la loro funzione di “apripista” in materia di Whistleblowing

III. La garanzia di anonimato offerta dal BKMS (Business keeper monitoring system)

IV. Come funziona il BKMS

V. BKMS . Compliance – Corruzione

VI. I vantaggi offerti dal sistema adottato in Austria

VII. Situazioni di conflitto in cui può trovarsi il Whistleblower

VIII. Gli obblighi della  WKStA a seguito di segnalazioni pervenute via BKMS

 

I.Introduzione

Per Whistleblower s’intende comunemente una persona che – volontariamente – fornisce informazioni (“segnalatore”) concernenti irregolarità e violazioni di norme costituenti reato, avvenute all’interno di una PA o in una società o azienda commerciale di cui è dipendente.

L’espressione Whistleblowing deriva, secondo la versione maggiormente accreditata, dall’inglese to blow the whistle, che può essere tradotta con svelare, scoprire, segnalare, rivelare, portare alla luce qualcosa d’irregolare o penalmente illecito oppure moralmente detestabile (che è d’interesse per l’opinione pubblica o per la generalità dei cittadini). In tedesco viene pure usata l’espressione “jemand verpfeifen”.

Si tratta quasi sempre di fatti o di notizie di carattere riservato (o segreto). La parola Whistleblower viene spesso tradotta in tedesco come Hinweisgeber, Enthüller, Skandalaufdecker con riferimento soprattutto a pratiche corruttive di vario genere, concussione, insider trading, commercio clandestino di armi, di stupefacenti o di truffe. Secondo alcuni, un lontano “precedente” del Whistleblowing sarebbe individuabile nelle cassette appoggiate all’esterno del palazzo ducale di Venezia, nelle quali potevano essere introdotte “doglianze” di cittadini della Serenissima che ritenevano di doversi lamentare dell’andamento dell’amministrazione di questa Repubblica. Shakespeare, nel dramma: “The Winter’s Tale”, secondo alcuni, avrebbe usato la suddetta espressione in relazione alla rivelazione di segreti.

Spesso il Whistleblower viene a conoscenza di quanto oggetto della sua segnalazione, personal-mente, sul proprio posto di lavoro o nel proprio ufficio.

Oggigiorno, a differenza di quanto era avvenuto in passato, i Whistleblowers non vengono più “guardati” (almeno da alcuni) con sospetto o con Verachtung (disprezzo), ma il loro agire (che presuppone coraggio) è considerato necessario per assicurare la trasparenza all’interno della PA e  delle imprese commerciali, specie se di grandi dimensioni e operanti su scala internazionale. Spesso i Whistleblowers sono però esposti ad atti di “rappresaglia” o di ritorsione e perdono il loro impiego o il posto di lavoro. Le informazioni o, meglio le loro rivelazioni, quasi sempre, hanno carattere riservato e vengono fornite a giornalisti che poi informano l’opinione pubblica. In tal modo sono venuti alla luce, specie negli ultimi tempi, parecchi scandali verificatisi nella PA e scandali commerciali o aziendali; anche qualche uomo politico di spicco “ci ha messo le penne”, vale dire, è stato costretto a dare le dimissioni dall’incarico ricoperto, non prima, però, di aver tentato di scoprire la “undichte Stelle” ed essersi servito di tutti mezzi per impedire che lo scandalo divenisse di dominio pubblico. Bisogna che il “cattivo” non sia chi ha avuto il coraggio “Missstände und Verbrechen aufzuzeigen” ma chi si è invece ”infischiato” della legalità. Uno Stato democratico, che offre tante garanzie e libertà ai propri cittadini (e non soltanto a essi), deve saper impedire che le stesse possano mutare in altrettanti coefficienti d’impunità.



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n.7770 - ISSN 2239-7752

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