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I danni punitivi sono compatibili con il nostro ordinamento

05 dicembre 2017 -
I danni punitivi sono compatibili con il nostro ordinamento

Abstract

Nel presente lavoro si affronta la questione della compatibilità o meno con il nostro ordinamento giuridico delle sentenze straniere che contengono la condanna a danni punitivi.

Di recente, in materia, sono intervenute le Sezioni Unite della Corte di Cassazione che, con la Sentenza n. 16601 del 05 luglio 2017, sembrano aver risolto il dibattito sorto sul tema.

L’ordinanza di remissione alle Sezioni Unite riguarda dunque il tema sulla possibilità di concepire i danni punitivi come risposta agli illeciti civili per finalità di deterrenza.

Nella Sentenza, le Sezioni Unite hanno affermato che, nel vigente ordinamento, alla responsabilità civile non è assegnato solo il compito di restaurare la sfera patrimoniale del soggetto che ha subito la lesione, poiché sono interne al sistema la funzione di deterrenza e quella sanzionatoria del responsabile civile.

Non è quindi ontologicamente incompatibile con l’ordinamento italiano l’istituto di origine statunitense dei risarcimenti punitivi.

Le Sezioni unite quindi, affermano il carattere polifunzionale del sistema della responsabilità civile che non deve essere inteso in una mera ottica riparatoria.

Tuttavia, vi sono dei limiti da rispettare.

Infatti, in base al principio di legalità, la sentenza deve essere stata emessa nell’ordinamento straniero in base ad una norma di legge che preveda l’ipotesi di condanna ai risarcimenti punitivi.

In altre parole, il giudice a quo deve aver pronunciato la condanna sulla base di una norma che garantisca la tipicità delle ipotesi di condanna e che risponda al principio di prevedibilità.



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