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Usura: le sezioni unite bocciano l’usura sopravvenuta

07 dicembre 2017 -
Usura: le sezioni unite bocciano l’usura sopravvenuta

Con la recente pronuncia n. 24675 a Sezioni Unite depositata lo scorso 19 ottobre la  Suprema Corte ha posto fine all’annoso dibattito sviluppatosi  a seguito della entrata in vigore della L. 108/1996 sui tassi usurai.

La legge 7 marzo 1996, n. 108 è intervenuta, sul piano civilistico, a modificare l’articolo 1815, comma 2, codice civile il quale prevede, nella sua attuale versione che “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”; il che determina una nullità parziale della clausola relativa agli interessi, mantenendo valido ed efficace il contratto.

La disposizione testé citata, sia in dottrina che in giurisprudenza, ha sollevato molteplici dubbi interpretativi relativi, in primis, al diritto transitorio concernente la disciplina applicabile ai contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della Legge ed ancora in corso a tale data, ed in secondo luogo, circa l’interpretazione dei contratti stipulati successivamente all’entrata in vigore della nuova normativa antiusura, il cui tasso di interesse, seppure originariamente lecito, divenisse, in seguito ad una successiva diminuzione del tasso-soglia, eccedente tale misura.

Il problema consisteva, in sostanza, nel fissare il momento in cui, a fronte di oscillazioni dei tassi, l’usurarietà potesse dirsi conclamata. Se all’atto della convenzione o all’atto del pagamento ad opera del debitore.

Articolo pubblicato in: Diritto bancario, Diritto penale


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