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La delega degli atti impositivi

08 gennaio 2018 -
La delega degli atti impositivi

Indice

1. La sottoscrizione degli atti tributari
2. Nozione di delega e norme di riferimento
3. Requisiti della delega per la sottoscrizione degli avvisi di accertamento
4. Eccezione di nullità derivata dall’avviso d’accertamento per nullità della delega
5. L’avviso è nullo se chi l’ha sottoscritto ha una delega generica (Cass. n. 15871/2017)
5.1. Fatto
5.2. La sentenza della Suprema Corte
6. Se il funzionario è incerto l’accertamento è nullo (Cass. n. 12960/2017)
7. L’onere della prova del corretto esercizio del potere di delega è in capo all’Amministrazione Finanziaria

 

1. La sottoscrizione degli atti tributari

Nel diritto tributario non esiste una norma generale che disciplini la sottoscrizione degli atti impositivi, ma, come si dirà di seguito, esistono solo alcune norme speciali per determinati tributi e per specifici atti.

È opportuno precisare che, secondo il testuale disposto dell’articolo 15, comma 7, DL 78/2009, La firma autografa prevista sugli atti di liquidazione, accertamento e riscossione dalle norme che disciplinano le entrate erariali amministrate dalle agenzie fiscali…può essere sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile dell’adozione dell’atto, in tutti i casi in cui gli atti medesimi siano prodotti da sistemi informativi automatizzati”.

Con provvedimento dei Direttori delle Agenzie Fiscali, nell’anno 2010 sono stati individuati gli atti ai quali ha riferimento la norma, onde si ritiene sufficiente la mera indicazione a stampa per individuare il soggetto che abbia emesso l’atto.

Per gli avvisi di accertamento, l’articolo 42 del DPR 600/73, che disciplina l’accertamento delle imposte dirette, richiede, a pena di nullità, la sottoscrizione (sostituibile dalla indicazione a stampa, come sopradetto), del Capo dell’Ufficio, ovvero del Direttore Provinciale, o del Funzionario della carriera direttiva da lui delegato.

La nullità dell’Avviso di accertamento prevista dal cit. articolo 42 per le imposte dirette è estesa anche all’IRAP, atteso il rinvio di cui all’articolo 25, primo comma, Dlgs n. 446/97, all’IVA, stante il rinvio di cui all’articolo 56, primo comma, DPR n. /72 (v. anche Cass. 14942/2013), nonché all’imposta di registro per il rinvio disposto dall’articolo52/3 del DPR n. 131/86, ed alle imposte sulle successioni, ipotecarie e catastali, per il rinvio di cui agli artt. 49 del /Dlgs n. 346/90 e 13 del Dlgs n. 347/90.

 Per gli atti di riscossione non esiste una norma che disponga che siano firmati dal funzionario competente.

 Infatti, l’articolo 6 del DM n. 321/99 non prevede la sottoscrizione tra i requisiti minimi della cartella e la prevalente giurisprudenza afferma che essa deve essere redatta secondo il modello predisposto con Decreto del MEF, operando la presunzione di provenienza dall’autorità che risulta averla emessa (Cass. N. 13461/2012).

Per il ruolo, invece, esiste una norma specifica, l’articolo12, comma 4 del DPR n. 602/73, secondo la quale “il ruolo è sottoscritto, anche mediante firma elettronica, dal titolare dell’ufficio o da un suo delegato. Con la sottoscrizione il ruolo diviene esecutivo”.

È da ritenere condivisibile l’orientamento  giurisprudenziale secondo il quale è da ritenere nulla la cartella nel caso in cui l’ente impositore non produca il ruolo debitamente sottoscritto per contrastare l’eccezione del contribuente relativa alla omessa sottoscrizione del ruolo stesso (CTP Enna  n. 88/3/14 e CTR L’Aquila n. 1296/6/14).

Articolo pubblicato in: Diritto tributario


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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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