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La trasparenza come strumento di prevenzione della corruzione. Evoluzione normativa e profili giuridici

13 marzo 2018 -
La trasparenza come strumento di prevenzione della corruzione. Evoluzione normativa e profili giuridici

La trasparenza, principio trasversale e diffuso all’interno dell’ordinamento giuridico, si afferma in termini di valore assoluto come diritto fondamentale, rientrando tra quelli compresi nell’art. 2 della Costituzione. È indubbio, infatti, che aldilà degli specifici ambiti applicativi, le nuove discipline in materia di trasparenza assegnano al cittadino il diritto di partecipare ai processi decisionali dell’amministrazione pubblica. Quella della “casa dalle mura di vetro” è un’antica ambizione, che ha origini nelle celebre frase pronunciata da Filippo Turati nel 1901.

Al centro di un quadro normativo ormai eterogeneo, si colloca l’efficientamento dell’azione amministrativa, realizzato con  la Legge n 190 del 2012 e le successive modifiche e integrazioni, da ultimo il Decreto Legislativo n. 97 del 2016.

La corruzione è diventata nel nostro Paese un fattore sistemico di decadimento della convivenza a tutti i livelli: un ostacolo all’eguaglianza, alla competitività, all’efficienza del settore pubblico e privato. Fra le azioni di contrasto a tale fenomeno, la prevenzione ex ante può incidere tanto quanto la repressione ex post, se non addirittura in misura maggiore.

Il valore dell’approccio preventivo è stato sottolineato da diverse commissioni di studio e organismi internazionali, che hanno proposto misure concrete, di natura legislativa o amministrativa. Particolarmente efficace nell’imporre al nostro Paese una nuova politica anticorruzione è stato il Rapporto del GRECO (Group of States Against Corruption – organo anti-corruzione costituito in seno al Consiglio d’Europa) sull’Italia del 2009, contenente molte critiche e diverse raccomandazioni, tra le quali l’adozione di un piano organico di lotta alla corruzione e la configurazione di un’autorità nazionale anticorruzione che fosse indipendente dal Governo.

Proprio grazie alla pressione internazionale, ad una diffusa sensibilità dell’opinione pubblica e in considerazione dei costi economici della corruzione, l’Italia è arrivata, dopo una lunga discussione parlamentare, ad approvare la legge 6 novembre 2012, n. 190 (cosiddetta “Legge Anticorruzione”). Tra gli strumenti fondamentali introdotti dalla legge, come si è visto, vi è la “trasparenza”, che nella ratio legis applicata del legislatore possiede due finalità di fondo: in primo luogogarantire il buon andamento dell’amministrazione, che è strettamente legato al diritto dei cittadini di conoscere come l’amministrazione destina le risorse di cui dispone, quali risultati ottiene e con quali costi; in secondo luogo, garantire l’imparzialità della pubblica amministrazione attraverso la messa in risalto dei casi di cattiva amministrazione. La trasparenza assurge quindi ad importante mezzo per sviscerare i fenomeni corruttivi e consentire ai cittadini di esercitare il ruolo di watchdog sul corretto e imparziale svolgimento dell’azione amministrativa.

Affinché, a sua volta, la trasparenza venga garantita è necessario il rafforzamento degli strumenti informativi a disposizione dei cittadini: la pubblicità dei documenti e degli atti sui siti web delle pubbliche amministrazioni (la cosiddetta “Amministrazione trasparente”) e il diritto di accesso ai documenti e alle informazioni delle pubbliche amministrazioni.



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