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A proposito dell’appellabilità delle sentenze di condanna a pena pecuniaria emesse dal giudice di pace

Nota a Corte di Cassazione, Sezione Seconda Penale, Sentenza del 5 marzo 2018 (udienza del 20 febbraio 2018), n. 9897 10 aprile 2018 -
A proposito dell’appellabilità delle sentenze di condanna a pena pecuniaria emesse dal giudice di pace

Sommario

1. Premessa

2. L'’assetto delle impugnazioni dell’imputato nel rito penale davanti al giudice di pace: profili problematici

3. Gli orientamenti della giurisprudenza

4. Considerazioni conclusive

 

1. Premessa

Con la sentenza n. 9897 del 2018, depositata il 5 marzo, la Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha confermato che è ammissibile l’appello proposto dall’imputato avverso la sentenza del giudice di pace di condanna alla sola pena pecuniaria, anche se non è stato impugnato il capo relativo alla condanna al risarcimento del danno in favore della parte civile.

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la decisione con cui il Tribunale di Potenza in funzione di giudice d’appello dichiarava, in base a un’interpretazione letterale dell’articolo 37 del Decreto Legislativo n. 274 del 2000, l’inammissibilità dell’impugnazione avanzata dall’imputato contro la sentenza del Giudice di pace di Potenza, che lo aveva condannato alla pena pecuniaria per il reato di cui all’articolo 633 del Codice penale (invasione di terreni o edifici), in quanto nell’atto di appello non era stato espressamente criticato il capo di condanna generica al risarcimento del danno.

La pronuncia offre l’occasione per ritornare sulla questione, nient’affatto pacifica, relativa al regime di appellabilità delle sentenze di condanna a pena pecuniaria emesse dal giudice di pace.

 

2. L’assetto delle impugnazioni dell’imputato nel rito penale davanti al giudice di pace: profili problematici

Nel processo penale celebrato dal giudice di pace, all’impugnazione dell’imputato è dedicato l’articolo 37 del Decreto Legislativo n. 274 del 2000.

Ai sensi del primo comma della disposizione citata, “l’imputato può proporre appello contro le sentenze di condanna del giudice di pace che applicano una pena diversa da quella pecuniaria; può proporre appello anche contro le sentenze che applicano la pena pecuniaria se impugna il capo relativo alla condanna, anche generica, al risarcimento del danno.

Il comma secondo della predetta norma dispone che “l’imputato può proporre ricorso per cassazione contro le sentenze di condanna del giudice di pace che applicano la sola pena pecuniaria e contro le sentenze di proscioglimento.

La formulazione dell’articolo 37 del Decreto Legislativo n. 274 del 2000 lascia spazio ad alcuni dubbi interpretativi.

Articolo pubblicato in: Diritto penale, Procedura penale


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