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Lotta al terrorismo: la Direttiva UE 2017/541 del Parlamento Europeo e del Consiglio - del 15 marzo 2017 - che sostituisce la Decisione 2005/671 GAI del Consiglio

24 aprile 2018 -
Lotta al terrorismo: la Direttiva UE  2017/541 del Parlamento Europeo e del Consiglio - del 15 marzo 2017 - che sostituisce la Decisione 2005/671 GAI del Consiglio

La Direttiva in commento si inserisce nello strumentario del Legislatore europeo per il contrasto al terrorismo internazionale.

Si tratta di un nuovo step verso un maggiore e più concreto contrasto al terrorismo di matrice internazionale, con l’ambizioso scopo di migliorare la normativa eurounitaria.

 

Sommario

1. Premesse introduttive

2. Gli obblighi di incriminazione della Direttiva: quelli “vecchi” e quelli “nuovi”

3. Il trattamento sanzionatorio

4. I diritti delle vittime del terrorismo: prospettive di tutela

5. Conclusioni

 

1. Premesse introduttive

Il Legislatore europeo, spinto dalla esigenza di combattere le continue e crescenti minacce terroristiche ha avvertito la necessità di arricchire l’apparato normativo di contrasto, allo scopo di fornire una uniformità del quadro giuridico eurounitario, in particolare quello penale, per poter apprestare una pronta risposta alla continua offesa terroristica. Questa è la dietrologia genetica del provvedimento: l’obiettivo è la realizzazione di un corpus giuridico unitario che sia armonizzato in tutti gli Stati membri, per poter favorire una cooperazione giudiziaria che sia concreta e reale si pensi allo scambio di informazioni tra le Autorità degli Stati nazionali.

La Direttiva ha arricchito le incriminazioni, ponendo nuovi obblighi a carico degli Stati membri, per contrastare il terrorismo. Più specificamente, la Direttiva si pone l’obiettivo di colmare le lacune evidenziate nella Decisione 2002/475/GAI, con l’imposizione dei nuovi obblighi di incriminazione; inoltre, di armonizzare le normative penalistiche e processual-penalistiche degli Stati nazionali per creare un quadro normativo di tutela che concretamente fondi la cooperazione tra gli Stati; infine, la previsione di misure di protezione, di sostegno e si assistenza specifica per le vittime dei reati terroristici.

Il pilastro reggente l’architettura della Direttiva è il TFUE, in particolare nella previsione dell’articolo 83,  che attribuisce al  Parlamento Europeo e al Consiglio il potere di stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni in sfere di criminalità particolarmente grave che presentano una dimensione transnazionale derivante dal carattere o dalle implicazioni di tali reati o da una particolare necessità di combatterli su basi comuni, tra i quali rientra esplicitamente il terrorismo e dell’articolo 82, par. 2 lett c) che consente al Parlamento e al Consiglio di prevedere norme minime sui diritti delle vittime della criminalità.



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