Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto.

Welcome kit in omaggio

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

La reticenza italiana sul legittimo interesse del titolare quale base giuridica del trattamento di dati personali

02 maggio 2018 -

Di Monica Senor

 

L’articolo 6 del Regolamento 2016/679 sulla protezione dei dati personali (GDPR) prevede sei ipotesi (cd. basi giuridiche) idonee a legittimare un trattamento lecito di dati personali: consenso dell’interessato, esecuzione di un contratto, obbligo di legge, salvaguardia degli interessi vitali dell’interessato, esecuzione di un pubblico interesse e legittimo interesse del titolare.

Con minime variazioni, si tratta delle stesse sei basi giuridiche già previste dall’articolo 7 della Direttiva 95/46/CE.

Come noto, con il D.l.vo 196/03 (codice privacy) l’Italia ha attuato in maniera piuttosto peculiare tale disposizione, da un lato stabilendo una netta distinzione tra trattamenti effettuati da soggetti pubblici (a cui è stata applicata la specifica base giuridica dell’esecuzione di un pubblico interesse) e trattamenti effettuati da soggetti privati, dall’altro riservando al consenso un ruolo preponderante rispetto alle altre basi giuridiche in relazione ai trattamenti in ambito privatistico.

In particolare, il consenso è stato interpretato come unica base giuridica (articolo 23 codice privacy) sul quale sono state innestate, come eccezioni alla regola, le altre quattro restanti basi giuridiche di cui sopra.

Con riferimento al legittimo interesse del titolare, l’articolo 24, comma 1, lett. g), del codice privacy stabilisce che esso si applichi, con esclusione della diffusione, nei casi individuati dal Garante, qualora il trattamento sia necessario per perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo destinarlo dei dati, qualora non prevalgano i diritti e le libertà fondamentali, la dignità o un legittimo interesse dell’interessato.

Rispetto alla Direttiva privacy, dunque, il legislatore italiano ha scelto non solo di subordinare il legittimo interesse del titolare alla regola generale del consenso dell’interessato, ma lo anche condizionato ad una verifica del Garante, ne ha escluso l’applicabilità per le operazioni di diffusione ed ha imposto un bilanciamento non solo con i diritti e libertà fondamentali, ma anche con gli interessi legittimi (nel senso tecnico-amministrativo del termine giuridico) dell’interessato.

Con l’entrata in vigore, il prossimo 25 maggio, del GDPR ci si aspettava che tale impalcatura crollasse in forza dell’efficacia diretta della normativa europea nel territorio nazionale.



About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2018

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Capitale sociale: 10.000,00 i.v.
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it