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Perito - Direttive e controlli da parte del giudice (78 StPO della RFT)

13 maggio 2018 -
Perito - Direttive e controlli da parte del giudice (78 StPO della RFT)

I

“Il giudice ha l’obbligo di dirigere l’attività del perito, nei limiti in cui ciò si appalesa necessario”. Cosí dispone il 78 StPO.

Il Sachverständigenbeweis, la perizia, insieme alla deposizione testimoniale, rientra tra i c.d. persönlichen Beweismittel, che si distinguono dai sachlichen Beweismittel (quali sono, p. es., i documenti). È da osservare che la StPO della RFT prevede soltanto bestimmte Beweismittel, per cui si parla anche di “numerus clausus der Beweismittel”.

Va rilevato altresí che la nomina di un perito (nel processo penale) è rimessa, di norma, all’Ermessen (pflichtbewussten) del giudice, ma che, in alcuni casi (4), sussiste l’obbligo di procedere alla nomina di questo esperto (p. es., se è imputata una persona di falso nummario, se si tratta di dover disporre una misura di sicurezza detentiva).

Come anche dal CPP italiano del 1988, il perito è considerato, dalla StPO della RFT, un ausiliario del giudice. Le “definizioni” del Sachverständigen, che – al pari del teste – “ist ein persönliches Beweismittel”, vanno da “Richtergehilfe” a “Unterstützer des Richters in dessen eigener Tätigkeit der Sachaufklärung”, nei limiti in cui al giudice mancano le cognizioni tecnico-scientifiche necessarie ai fini della decisione. Èstato detto che l’intervento del perito si rende necessario in caso di accertamenti/valutazioni, che “gehen über den juristischen Fachverstand hinaus”.

 

II

La Leitungsfunktion del giudice, quale prevista dal § 78 StPO, si riferisce, principalmente, a a “cosa” il perito è chiamato ad accertare (o a valutare) e soltanto secondariamente al “come”. Cosí è stato ritenuto che rientri nel “pflichtgemäßen Ermessen” del perito, sulla base di quale documentazione (messagli a disposizione dal giudice) procederà all’elaborazione della relazione peritale.

Si può dire che il § 78 StPO disciplina “das Verhältnis zwischen Richter und Sachverständigen bei der Vorbereitung des Gutachtens” (rapporti tra giudice e perito in occasione della preparazione/elaborazione della perizia). Il “compito” del perito è essenzialmente quello di procedere a Feststellungen (accertamenti) e a valutazioni di carattere tecnico, mentre la “rechtliche Würdigung” (definita “ureigene, richterliche Aufgabe”), rientra nella competenza del giudice.

Al perito si chiede una “besondere Sachkunde”, un “besonderes Expertenwissen”. Per consentire al Sachverständigen di espletare l’incarico, il giudice è obbligato a mettere a disposizione di questi le c.d. Erkenntnisquellen (ved. BGHSt 59, 1), in particolare, di consentirgli di prendere visione dei documenti acquisiti (e rilevanti ai fini dell’espletanda perizia). Il giudice è tenuto a verificare, se il perito ha svolto il suo incarico in modo tale da consentire all’autorità giudiziaria di comprendere le conclusioni, alle quali è pervenuto il perito e di poter fondare la propria decisione sulla relazione peritale, che, di norma, viene illustrata verbalmente in dibattimento e non depositata in cancelleria. Un’ulteriore verifica che incombe al giudice del dibattimento, è quella di valutare, se il perito ha adempiuto l’obbligo d’imparzialità e di aver espletato la propria attività secondo scienza e coscienza (nach bestem Wissen und Gewissen).

Articolo pubblicato in: Diritto Tedesco


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