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Patrocinio a spese dello Stato e mediazione civile obbligatoria

Tra contrapposte interpretazioni giurisprudenziali e istanze di ripensamento dell’istituto si attende un intervento legislativo. 19 luglio 2018 -
Patrocinio a spese dello Stato e mediazione civile obbligatoria

L’articolo 75 del D.P.R.30 maggio 2002 n.115 stabilisce che ‹‹l’ammissione al patrocinio è valida per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse››. La disposizione, evidentemente, lega a doppio filo l’istituto del patrocinio a spese dello Stato con l’attività processuale, enunciando una sorta di ‹‹principio di universalità››[1] del gratuito patrocinio la cui efficacia è condizionata dalla sola ammissione nel processo principale (Cass. pen. Sez. IV, sent., 12.06.2017, n. 29069).

D’altronde la parte III del D.P.R. 115/02, interamente dedicata al “Patrocinio a spese dello Stato”, si apre con l’articolo 74 che lo assicura per la difesa del cittadino non abbiente sia nel processo penale (comma 1) sia in quello civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione (comma 2): seppur distinguendo il processo penale da tutti gli altri (e ciò in virtù delle sue peculiarità) la disposizione confina con chiarezza l’istituto del patrocinio a spese dello stato all’interno del perimetro processuale.

L’attività stragiudiziale non pare contemplata ai fini dell’accesso al beneficio del gratuito patrocinio. È da questo dato che bisogna partire per affrontare la controversa questione dell’applicabilità del patrocinio a spese dello Stato alla mediazione civile obbligatoria.

Secondo l’articolo 17, co.5 bis, d.lgs. 28/2010, quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale ovvero è disposta dal giudice (articolo 5, co.1 bis e co. 2, d.lgs. 28/2010) non è dovuta nessuna indennità all’organismo di mediazione dalla parte che si trova nelle condizioni previste dall’articolo 76 D.P.R. 115/2002.

Dunque nulla prevede la legge in materia di compenso professionale per l’avvocato che assiste la parte nella procedura di mediazione obbligatoria e ciò nonostante ugualmente obbligatoria sia l’assistenza legale in tale procedura (artt. 5, co.1 bis e articolo 8, co.1, d.lgs. 28/2010).

Quindi, se è vero che il patrocinio a spese dello stato riguarda la sola attività giudiziale, la mediazione civile obbligatoria, per poter accedere all’istituto in questione, dovrebbe giuridicamente collocarsi al di fuori dell’attività stragiudiziale per inserirsi in una fase più propriamente processuale.

Nel silenzio della legge la questione è stata affrontata solo sul piano ermeneutico addivenendo a orientamenti contrastanti.



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n.7770 - ISSN 2239-7752

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