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Diritto dell’energia e strumenti di tutela extra-giudiziale. Cenni sul nuovo ruolo dell’Avvocato

20 settembre 2018 -
Diritto dell’energia e strumenti di tutela extra-giudiziale. Cenni sul nuovo ruolo dell’Avvocato

Se avessi otto ore per segare un albero,

ne investirei sei per affilare l’ascia”.

Abraham Lincoln

 

Indice

1. Le novità legislative di settore. Primo commento alla deliberazione Arera 355/2018 /R/COM

2. Il procedimento di conciliazione nel settore idrico. Presupposti, tempistiche e modalità di svolgimento

3. Compiti e responsabilità dell'avvocato nelle procedure di Alternative Dispute Resolution in generale. Profili di psicologia forense applicata alle cd. mediation skills

 

1. Le novità legislative di settore. Primo commento alla deliberazione Arera 355/2018 /R/COM

Con la deliberazione del 28 giugno 2018 355/2018/R/COM l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha adottato il provvedimento volto a garantire le esigenze di “Efficientamento e armonizzazione della disciplina in tema di procedura di risoluzione extragiudiziale delle controversie tra clienti o utenti finali e operatori e gestori nei settori regolati dall’Autorità –TESTO INTEGRATO CONCILIAZIONE (TICO)”.

Poche le modifiche introdotte nel settore dell’energia elettrica e il gas; decisivo, invece, si registra l’intervento in materia di controversie idriche, ove viene introdotta la prima “DISCIPLINA TRANSITORIA PER IL SETTORE IDRICO RELATIVA ALLE PROCEDURE VOLONTARIE DI RISOLUZIONE EXTRAGIUDIZIALE DELLE CONTROVERSIE TRA UTENTI E GESTORI DEL SII”, nei termini di cui all’Allegato 2 della citata deliberazione.

Da un lato per le controversie energetiche, ai sensi dell’articolo 3, viene ribadita la circostanza che l’esperimento del tentativo di conciliazione presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità vale come condizione di procedibilità della domanda giudiziale, a norma dell’articolo 2, comma 24, lettera b), della legge 481/95 e dell’articolo 141, comma 6, lettera c), del Codice del consumo.

Ad oggi il cliente, pertanto, ha a disposizione diversi strumenti:

  • esperimento del tentativo di conciliazione presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità;
  • in alternativa alla procedura dinanzi al Servizio Conciliazione dell’Autorità, facoltà di esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione presso le Camere di commercio, ai sensi dell’articolo 2, comma 24, lettera b), della legge 481/95, previa stipula di una convenzione tra l’Autorità e Unioncamere;
  • può, altresì, rivolgersi ad organismi ADR iscritti nell’Elenco, pubblicato sul sito web dell’Autorità.

In ogni caso, lo svolgimento del tentativo di conciliazione non preclude la concessione dei provvedimenti giudiziali urgenti e cautelari.

Dal 1° gennaio 2019, data di entrata in vigore delle nuove modifiche introdotte dalla delibera 355/2018/R/COM, l’articolo 7 comma comma 5 lett. b) prevede che il rinvio giudiziale funga da requisito sostanziale per l’attivazione della domanda di conciliazione, al pari del reclamo allegato al dossier conciliativo.

 

2. Il procedimento di conciliazione nel settore idrico. Presupposti, tempistiche e modalità di svolgimento

Per quanto attiene le cause nel settore idrico, la citata deliberazione introduce, all’Allegato 2, una regime transitorio di trattazione delle stesse in seno alle procedure ADR, nei termini che seguono.

Anzitutto viene chiarita, all’articolo 2 comma 1, la non obbligatorietà del tentativo di conciliazione ai fini della proposizione della domanda giudiziale.

Ai sensi dell’articolo 1 comma 1 la nuova disciplina, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019, si applica alle controversie tra Utenti e Gestori del SII, intendendo:

a) per “Utente finale” la persona fisica o giuridica che abbia stipulato o che intenda stipulare un contratto di fornitura per uso proprio di uno o più servizi del SII. Le utenze condominiali sono a tutti gli effetti equiparate alle utenze finali;

b) per “Gestore” il soggetto che gestisce il SII ovvero ciascuno dei singoli servizi che lo compongono in virtù di qualunque forma di titolo autorizzativo e con qualunque forma giuridica in un determinato territorio, ivi inclusi i Comuni che li gestiscono in economia;

c) per “Servizio idrico integrato (SII)” l’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue, ovvero di ciascuno dei suddetti singoli servizi, compresi i servizi di captazione e adduzione a usi multipli e i servizi di depurazione ad Allegato 2 2 usi misti civili e industriali, definiti ai sensi della regolazione dell’unbundling contabile del SII.

Inoltre, si chiarisce, da un lato che “Depurazione” è l’insieme degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane convogliate dalle reti di fognatura, al fine di rendere le acque trattate compatibili con il ricettore finale, comprese le attività per il trattamento dei fanghi; e dall’altro, che “Fognatura” è l’insieme delle infrastrutture per l’allontanamento delle acque reflue urbane, costituite dalle acque reflue domestiche o assimilate, industriali, meteoriche di dilavamento e di prima pioggia; comprende anche le reti di raccolta, i collettori primari e secondari, gli eventuali manufatti di sfioro, ivi inclusi i connessi emissari e derivatori.

L’articolo 3 contiene, poi, la disciplina della richiesta di attivazione della procedura, che, in aggiunta a quanto già previsto dal TICO, deve prevedere anche i seguenti elementi:

a) dichiarazione che per la controversia che si intende conciliare non sia pendente un procedimento giurisdizionale, ovvero che la controversia non sia stata definita mediante tale procedimento, ovvero che non sia pendente altra procedura di risoluzione alternativa della controversia, anche volontaria e paritetica, ovvero che la controversia non sia stata definita mediante tale procedura;

b) dichiarazione che per la suddetta controversia non sia pendente un reclamo presso lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente ovvero che per tale reclamo lo Sportello non abbia già fornito una risposta, salvo che la risposta contenga un rinvio ad altra procedura; in tal caso alla richiesta di attivazione della procedura dovrà essere allegata, altresì, copia dell’eventuale comunicazione dello Sportello.

L’articolo 4 norma l’inammissibilità della domanda di conciliazione, che viene considerata tale:

a) quando attiene a controversie di cui all’articolo 2, comma 2.4, lettere a), b) e c) del TICO e a controversie in tema di bonus sociale idrico, fatti salvi eventuali profili risarcitori;

b) quando è presentata senza previo reclamo al gestore;

c) quando è presentata senza il rispetto delle tempistiche di cui al TICO e alla delibera de qua;

d) quando non è presentata secondo le modalità indicate dall’articolo 7, commi 7.2 e 7.3, del TICO;

e) quando non contiene anche uno solo degli elementi di cui all’articolo 7, comma 7.4, del TICO;

f) quando per la medesima controversia è pendente in alternativa:

(i) un procedimento giurisdizionale, ovvero la controversia è stata definita mediante tale procedimento;

(ii) una procedura di risoluzione alternativa della controversia, ovvero la controversia è stata definita mediante tale procedura;

(iii) un reclamo presso lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente, ricevuto dallo stesso in data pari o antecedente alla data di presentazione della domanda di conciliazione, ovvero qualora sia stata fornita una risposta dallo Sportello, salvo che in tale risposta vi sia il rinvio ad altra procedura;

g) qualora risulti riproduttiva di una richiesta già archiviata ai sensi degli articoli 9, comma 9.8 e 11, comma 11.6, del TICO;

h) quando la controversia riguarda la qualità dell’acqua fornita.

 



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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