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Titolarità e contitolarità dei dati personali alla luce della decisione della Corte di giustizia sulle fanpage di Facebook

12 settembre 2018 -
Titolarità e contitolarità dei dati personali alla luce della decisione della Corte di giustizia sulle fanpage di Facebook

di Giovanni Maria Riccio

 

Corte di giustizia dell’Unione europea, 5 giugno 2018, causa C-210/16, Unabhängiges Landeszentrum für Datenschutz Schleswig-Holstein c. Wirtschaftsakademie Schleswig-Holstein GmbH.

L’articolo 2, lettera d), della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, deve essere interpretato nel senso che la nozione di «responsabile del trattamento», ai sensi di tale disposizione, include l’amministratore di una fanpage presente su un social network.

 

Sommario

1. Premessa

2. Fatto e decisioni nazionali

3. La sentenza della Corte di giustizia

4. Analisi della decisione. Dati anonimi e applicazione della direttiva

5. Titolarità e servizi forniti da terzi

6. Titolarità e contitolarità

7. Conclusioni

 

1. Premessa

Può accadere che una decisione giurisprudenziale, sebbene relativa a un quadro giuridico oramai abrogato, contenga disposizioni interessanti per il futuro, anche se letta alla luce delle riforme legislative intervenute.

È questo il caso della recente sentenza della Corte di giustizia sulla titolarità del trattamento in caso di pagine Facebook. La pronuncia in commento, come si accennava, impone di interrogarsi, da un lato, sul ruolo di soggetti che, pur gestendo pagine autonome del social network (ossia pagine di cui determinano i contenuti), sono legati al gestore della piattaforma da contratti di adesione, con condizioni (anche in materia di privacy) immodificabili; dall’altro, offre lo spunto per fare chiarezza sulla nozione di contitolarità introdotta (rectius: ribadita e precisata) dal Regolamento (UE) 2016/679.

 

2. Fatto e decisioni nazionali

La Wirtschaftsakademie è un ente tedesco che si occupa di formazione. Nell’ambito della propria offerta promozionale, l’ente in questione gestisce una pagina su Facebook; appare opportuno precisare che tali pagine sono “aperte” e gestite da utenti del social network, che – come riferito nella sentenza – «possono ottenere dati statistici anonimi riguardanti i visitatori di tali pagine servendosi di una funzione denominata Facebook Insights, messa a loro disposizione gratuitamente da Facebook secondo condizioni d’uso non modificabili». Questi dati statistici sono raccolti per mezzo di cookie installati da Facebook sui terminali dei soggetti, anche non utenti del social network, che visitano la pagina.

Risulta che né la Wirtschaftsakademie né Facebook facessero menzione, nelle proprie informative al trattamento dei dati, di tale trattamento (ossia della raccolta di dati statistici). Tale omissione aveva determinato l’ordine, impartito il 3 novembre 2011, da parte dell’Unabhängiges Landeszentrum für Datenschutz Schleswig-Holstein (autorità di vigilanza regionale indipendente per la protezione dei dati dello Schleswig-Holstein) di rimuovere la pagina dell’ente di formazione presente sul social network.

A giudizio dell’autorità regionale garante, il gestore della pagina avrebbe agito in qualità di titolare del trattamento dei dati, avendo fornito «un contributo attivo e volontario alla raccolta, da parte di Facebook, di dati personali riguardanti i visitatori di tale fanpage» e beneficiando dalla comunicazione di tali informazioni statistiche [1].

L’ente di formazione, però, impugnava la decisione innanzi al Verwaltungsgericht (Tribunale amministrativo), eccependo di non essere nella posizione di modificare le condizioni di contratto del social network, né di incidere nella determinazione dei mezzi del trattamento dei dati. Con pronuncia del 9 ottobre 2013, il Verwaltungsgericht annullava la decisione dell’autorità garante, statuendo che il gestore della pagina Facebook non fosse un titolare del trattamento.

L’Oberverwaltungsgericht (Tribunale amministrativo superiore del Land) rigettava l’appello e confermava la sentenza del tribunale amministrativo, affermando che il social network sarebbe il solo titolare del trattamento, giacché deciderebbe, in autonomia, le finalità del trattamento dei dati, nell’ambito della funzione Facebook Insights, trasferendo al gestore della pagina esclusivamente informazioni anonime.

L’Unabhängiges Landeszentrum für Datenschutz Schleswig-Holstein impugnava la decisione di appello innanzi al Bundesverwaltungsgericht (Corte amministrativa federale), che, nuovamente, aderiva alle conclusioni dei giudici di primo grado, precisando, tuttavia, che la nozione di titolare del trattamento dovesse essere interpretata in maniera ampia, conformemente all’indirizzo della giurisprudenza della Corte di giustizia, sospendendo il procedimento e rimettendo la questione ai giudici comunitari.

 

3. La sentenza della Corte di giustizia

La Corte di giustizia, investita della questione, ribalta però le conclusioni dei giudici tedeschi.

Innanzi tutto, viene ricordato, così come aveva fatto il Bundesverwaltungsgericht, che il concetto di titolare di cui alla direttiva 95/46/CE sia da interpretare in senso estensivo. Difatti, sebbene la sentenza ammetta che i trattamenti dei dati degli utenti «sono effettuati essenzialmente attraverso il posizionamento, da parte di Facebook, sul computer o su ogni altro dispositivo delle persone che hanno visitato la fanpage, di cookie usati per memorizzare informazioni nei browser web e che, se non eliminati, restano attivi per due anni», tuttavia, ciò avviene in funzione della circostanza che un altro soggetto abbia creato una fanpage sul social network e svolga funzioni di amministratore di tale pagina.

In altri termini, seguendo il ragionamento dei giudici del Lussemburgo, se l’ente di formazione non avesse dato vita alla pagina, allora Facebook non avrebbe effettuato alcun trattamento di dati degli utenti. Inoltre, l’amministratore di una pagina svolgerebbe «un’azione d’impostazione dei parametri in base, segnatamente, al suo pubblico destinatario nonché agli obiettivi di gestione o di promozione delle sue attività, che influisce sul trattamento di dati personali ai fini della creazione di statistiche stabilite a partire dalle visite della fanpage» e, al contempo, l’amministratore della pagina «può, tramite filtri messi a disposizione da Facebook, definire i criteri a partire dai quali si devono stabilire tali statistiche e designare perfino le categorie di persone i cui dati personali saranno oggetto di utilizzo da parte di Facebook».



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