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Pace fiscale: la definizione agevolata degli atti di accertamento ex articolo 2 Decreto legge n. 119/2018

26 novembre 2018 -
Pace fiscale: la definizione agevolata degli atti di accertamento ex articolo 2 Decreto legge n. 119/2018

Indice

1. Premessa

2. Atti oggetto di definizione agevolata

3. Condizioni per l'accesso alla definizione agevolata

4. Agevolazioni previste dalla definizione

5. Termini per il perfezionamento della definizione

6. Modalità di versamento

7. Definizione da parte del coobbligato

8. Mancato perfezionamento della definizione

9. Casi di esclusione

 

1. Premessa

Con il recentissimo Decreto Legge 119/2018, entrato in vigore il 24 ottobre 2018, il governo italiano ha dettato le disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria.

Si tratta della disciplina della c.d. pace fiscale (dai più conosciuto come "condono fiscale"), che interessa molti contribuenti che si trovano in una situazione debitoria con il Fisco ovvero che abbiano già instaurato, contro quest'ultimo, un contenzioso tributario.

Fra le norme emanate con il predetto Decreto, l'articolo 2 disciplina, in particolare, la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento.

Orbene, lo scopo del presente approfondimento è quello di analizzare, chiarire ed illustrare quali sono le regole previste dal succitato testo normativo, in attesa che vengano emanati gli auspicati e successivi provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle entrate e dell'Agenzia delle Dogane e dei monopoli, con cui verrà data attuazione a tali disposizioni.

 

2. Atti oggetto di definizione agevolata

Le tipologie di atti definibili, individuate nei commi 1 - 3 dell'articolo 2 Decreto LEgge 119/2018, sono rispettivamente:

  • gli avvisi di accertamento, gli avvisi di rettifica e liquidazione nonché gli atti di recupero;
  • gli inviti al contraddittorio ex articolo 5, comma 1 lett. c) relativi ad imposte sui redditi ed Iva contenenti maggiori imposte, ritenute, contributi, sanzioni ed interessi dovuti ed ex articolo 11, comma 1, lett. B-bis) Decreto Legislativo n. 218/1997 relativi ad imposte indirette contenenti maggiori imposte, sanzioni ed interessi dovuti;
  • gli accertamenti con adesione di cui agli articoli 2 e 3 del decreto legislativo n. 218/1997.

È doveroso sottolineare che per poter addivenire ad una corretta definizione è necessario individuare la tipologia di atto da definire, poiché diverse sono le condizioni ed i termini di versamento previsti dal legislatore.

 

3. Condizioni per la definizione agevolata

Avvisi di accertamento, rettifica e liquidazione, atti di recupero

Orbene, per quanto concerne gli avvisi di accertamento, rettifica e liquidazione nonché gli atti di recupero, il comma 1 dell'articolo 2 Decreto Legge n. 119/2018, prevede che ai fini della definizione agevolata è necessario che sussistano congiuntamente le seguenti condizioni:

  • gli atti devono essere stati notificati entro il 24/10/18;
  • gli atti non devono essere stati già impugnati dal contribuente alla data del 24/10/18;
  • gli atti devono essere ancora impugnabili alla data del 24/10/18Pertanto, a tale data non devono essere "scaduti" i termini per l'impugnazione.

Nella definizione in oggetto si ritiene possano rientrare anche gli avvisi di accertamento per i quali sia stata presentata, sia prima che dopo il 24/10/18, istanza di accertamento con adesione ex articolo 2 del Decreto Legislativo n. 218/1997.

Tanto si evince dalla lettura del comma 1 dell'articolo in commento, ove è espressamente disposto che sono definibili gli atti "non impugnati e ancora impugnabili alla stessa data".

Ciò poichè, il momento decisivo da considerare ai fini dell'esperibilità della definizione agevolata è rappresentato dalla data del 24/10/18.

Orbene, è solo a tale data che devono sussistere le condizioni di "non impugnazione" ed "impugnabilità" dell'atto.

Articolo pubblicato in: Diritto tributario


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Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

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