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Considerazioni sulla famiglia

14 dicembre 2018 -
Considerazioni sulla famiglia

La famiglia è la principale formazione sociale in cui l’uomo svolge la sua personalità secondo il dettato dell’articolo 2 della Costituzione.

L'articolo 29 della Costituzione riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, quindi famiglia naturale, società naturale sta per diritto naturale. Ciò a dire, una società preesistente allo Stato.

Il termine società è impiegato come forma di organizzazione della convivenza umana, il senso dell’espressione è equivalente a quello di «formazione sociale».

Così come società «naturale» non significa, immutabilità, questa può mutare con il mutare del costume sociale, con l’evolversi della concezione della famiglia e dei rapporti fra i suoi membri.

Il riconoscimento enunciato nell’articolo 29 della Costituzione significa che la famiglia ha dei diritti primordiali e fondamentali, intangibili e anteriori a qualunque riconoscimento della legge positiva. E pertanto, si tratta di riconoscere costituzionalmente la priorità dei diritti che derivano da quell’ordinamento giuridico che è la famiglia, che ha le sue leggi e i suoi diritti, di fronte ai quali lo Stato, nella sua attività legislativa si deve inchinare (la frase finale è di Aldo Moro).

Aldo Moro affermò: "Non si tratta soltanto di riconoscere i diritti naturali alla famiglia, ma di riconoscere la famiglia come società naturale, la quale abbia le sue leggi ed i suoi diritti di fronte ai quali lo Stato, nella sua attività legislativa, si deve inchinare". Si deve interpretare come diritto naturale inteso secondo la concezione del pensiero cattolico.

L’aggettivo "naturale" non deve far pensare ad un’istituzione immutabile e determinata, ma va interpretato in senso evoluzionistico, al passo con i cambiamenti sociali. Il testo della Costituzione risente di un contesto storico ben preciso e i dettami relativi alla famiglia, così come altri, sono da intendersi in modo elastico e storicamente adeguato alle nuove istanze culturali e sociali.

Quindi non significa totale adesione alla concezione cattolica che ritiene la famiglia regolata dal diritto naturale, espressione a sua volta di una volontà superiore e trascendente. Con tale espressione si è voluto solo sottolineare l’esistenza dell’istituto familiare a prescindere dalla previsione legislativa, la famiglia è un’entità di carattere sociale prima ancora che giuridico e il diritto può solo regolarne alcuni aspetti soprattutto per quanto riguarda i profili direttamente o indirettamente patrimoniali che ad essa si ricollegano.

Alla famiglia naturale, o la possiamo chiamare anche nucleare cui si riferisce la Costituzione (articolo 29) aggiunge «fondata sul matrimonio», nel senso che la famiglia prevista dalla Costituzione sia un organismo aperto alle integrazioni fondate su vincoli naturali o legali di filiazione di uno dei coniugi.

Sempre nell’articolo 29 della Costituzione la famiglia viene definita come società naturale fondata sul matrimonio, secondo l’impostazione tipicamente cristiana. In sostanza, la famiglia è la sede naturale in cui il bambino cresce ed esprime le sue potenzialità, in cui diventa consapevole della sua dignità. Ne consegue il dovere e il diritto dei genitori di formazione dei figli, previsto dall’articolo 30 della Costituzione. Anche il profilo concernente la tutela dei figli nati fuori dal matrimonio si collega all’esigenza di tutela della persona, all’esigenza cioè di eliminare la cultura della morte e far trionfare la cultura della vita per la quale la famiglia costituisce la sede naturale ed i genitori, anche al di là della famiglia, costituiscono la garanzia di trasmissione generazionale.

È in seno alla famiglia, in seno alla quale l’uomo riceve le prime e determinanti nozioni intorno alla verità ed al bene, apprende cosa vuol dire amare ed essere amati e, quindi in concreto essere una persona. Nella famiglia si intende, «fondata sul matrimonio», si crea un ambiente di vita nel quale il bambino può nascere e sviluppare le sue potenzialità, diventare consapevole "forse" della sua dignità e prepararsi ad affrontare il suo unico ed irripetibile destino (quello di vivere).  Molte volte si verifica che uno dei doveri più violati si riferisce al compito specifico dei genitori di educare i figli.

Eppure ogni uomo è dunque una persona, se non altro capace della coscienza di sé come di una vita, quindi sviluppo della persona, riuscita umana, ne discende che dobbiamo riconoscere persona ogni uomo: il mediocre, il delinquente, il minorato, l’ignorante, il vecchio, il nascituro, alla luce di quella che si chiama antropologia del puro essere.

Con riguardo ai rapporti familiari la garanzia del diritto può essere più o meno efficiente, ma in ogni caso essa sta a significare che certi interessi del singolo nella famiglia sono rilevanti per l’ordinamento, il quale, per quanto possibile, appresta rimedi per i casi in cui lo spontaneo svolgimento dei rapporti familiari travolga tali interessi.

Normalmente, così, i genitori devono provvedere al mantenimento dei figli secondo una scelta spontanea e non perché ciò sia previsto dalla legge. Ma la parola obbligo significa che il suo eventuale mancato soddisfacimento richiede dei rimedi a tutela del minore.

Interesse tutelato significa quello della persona al riconoscimento e al godimento del suo essere nella famiglia, cioè del suo stato familiare. Lo stato familiare designa le posizioni fondamentali della persona nell’ambito della famiglia nucleare, e precisamente quella di coniuge, figlio, genitore.



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