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Il contenzioso privato - StPO - Codice di Procedura Penale della RFT

02 gennaio 2019 -
Il contenzioso privato - StPO - Codice di Procedura Penale della RFT

Indice

I. Introduzione

II. Ammissibilità

III. Legittimazione a proporre la Privatklage 

IV. Sühneversuch e modalità di proposizione della Privatklage

V. L’Hauptverfahren e la Widerklage

VI. Provvedimenti che pongono termine al Privatklageverfahren diversamente dalla sentenza

VII. Mezzi di gravame

 

I. Introduzione

Il Privatklageverfahren, disciplinato dal Libro V della StPO (intitolato: Beteiligung des Verletzten am Verfahren - Partecipazione della p.o. al procedimento), fa parte delle besonderen Verfahrensarten (procedimenti speciali) e costituisce un’eccezione all’Offizialprinzip (principio di obbligatorietà dell’azione penale (§ 152, c. 2, StPO)). Questo principio viene anche indicato come Offizialmaxime e come Anklagemonopol des Staates.

Al pari dell’Offizialverfahren, anche il Privatklageverfahren ha lo scopo di ottenere la condanna del Beschuldigten a pena prevista dal codice penale, pena che viene iscritta al Casellario giudiziale, ma il Privatklageprozess - come è stato detto - “zeigt Einschläge des Parteiverfahrens” (processo di parte). Infatti, il Privatkläger - a differenza del PM - non ha Verfolgungspflicht e neppure l’obbligo dell’obiettività, anche se è tenuto a esporre (nella Privatklage) soltanto fatti veritieri. Diversamente dall’Offizialverfahren, nel Privatklageverfahren, le parti, anche dopo l’Eröffnung des Hauptverfahrens (dibattimento), possono disporre del Prozessgegenstand, per cui si dice che vale la Dispositionsmaxime. Ciò non implica però che il Privatklageverfahren sia un echtes Parteiverfahren, nel quale non “interviene” il PM. Cosí, per esempio, anche nel Privatklageverfahren, è il giudice a doversi attivare per l’acquisizione del materiale probatorio, sulla base del quale emetterà la propria sentenza (si parla in proposito di Instruktionsmaxime). Il giudice, nel dibattimento, non è però tenuto ad accogliere eventuali richieste di prova proposte dal Privatkläger.

Si dice che il Privatklageverfahren, in relazione all’öffentlichen Klage, non è, né exklusiv (esclusivo), né subsidiär (sussidiario).

Non esclusivo, in quanto lo Stato, in persona del PM, nonostante la proposizione della Privatklage, è legittimato, pur in presenza della Privatklage, "Klage zu erheben” (l’öffentliche Klage), se ravvisa un “öffentliches Interesse an der Strafverfolgung” (trova applicazione l’Opportunitätsprinzip).

In caso di proposizione della Privatklage, il PM: a) può rinunciare a qualsiasi suo intervento (o partecipazione, che dir si voglia), vale a dire, può rimanere totalmente inerte, b) può comparire all’udienza e assumere nella stessa un atteggiamento di osservazione, c) può procedere, in occasione dell’udienza, all’Erhebung der öffentlichen Klage mediante la c.d. Klageübernahme.

La Privatklage non ha carattere sussidiario, perchè non è necessario che il privato debba rivolgersi al PM, prima della proposizione della stessa, cioè attendere, se il PM non ha proceduto all’öffentlichen Klageerhebung.

L’introduzione del Privatklageverfahren è avvenuta “zum Schutz des Verletzten gegen etwaige Justizverweigerung”.

Nel corso degli anni Venti del Novecento, le possibilità di far ricorso al Privatklageverfahren, sono state ampliate ad altri Antragsdelikte, come lesioni personali, anche se volontarie, minacce e danneggiamento. In quei tempi, si dice, vi fossero PM piuttosto restii e recalcitranti nel procedere contro certe persone e c’è stato, perfino, chi ha affermato, che in tal modo, a esse sarebbe stata assicurata un’impunità di fatto. Per questo motivo, la neonata Repubblica di Weimar, non soltanto ha conservato, nella StPO, l’istituto del Privatklageverfahren, ma vi ha ricompreso reati che, in precedenza, erano esclusi.

In sostanza, il legislatore ha voluto garantire al cittadino, magari non troppo “finanzkräftig”, un rimedio (estremo) atto a non consentire che venisse “fatta giustizia” “über die Köpfe der Bürger hinweg” e che ciò potesse concretarsi in un vero e proprio diniego di giustizia (Justizverweigerung). Già allora i PM avevano ampia discrezionalità nel disporre Verfahrenseinstellungen oppure Absehen von der Verfolgung e potevano, “die öffentliche Klage zurücknehmen”, a meno che non fosse già stata disposta l’Eröffnung der Hauptverhandlung. È sempre bene, dare in mano al cittadino, un’“arma” contro eccessiva “Selbstherrlichkeit” e tentazioni di prevaricazione da parte di chi, investito di una funzione pubblica - tra le più delicate - potrebbe perdere “den Boden unter den Füßen und sich hinter Paragraphen verstecken”.

 

II. Ammissibilità

L’Erhebung der Privatklage è ammissibile soltanto quando si tratta di reati non gravi, la cui Verfolgung non interessa tanto la comunità quanto piuttosto la (sola) p.o. Questi reati (c.d privatklagefähigen Delikte) sono indicati - tassativamente - nel § 374 StPO (per esempio ingiuria, violazione del segreto epistolare, danneggiamento, lesioni personali).

Legittimato a proporre Privatklage, è chi ha la Prozessfähigkeit (la capacità di agire in giudizio). Se la p.o. non è prozessfähig, occorre “l’intervento” del legale rappresentante; cosí pure, se la Privatklage è proposta da “gewerblichen Industrieverbänden”.

Contro persone, che all’epoca del fatto, non avevano ancora compiuto il diciottesimo anno di età, la Privatklage non è ammissibile; cosí pure è inammissibile nei confronti di chi gode della c.d. Extraterritorialität (§§ 18-20 GVG). In sede di Privatklageverfahren, non è ammissibile la c.d. Klageerzwingung. Ai fini dell’ammissibilità della Privatklage nei confronti di un parlamentare (del Bund o di un Land), occorre l’assenso della Camera di appartenenza.

Da notare è che l’imputato in un Privatklageverfahren non deve essere necessariamente essere rappresentato da un avvocato. La stessa cosa vale per il Privatkläger.

La Privatklage può essere proposta senza che la p.o. debba preventivamente “rivolgersi” al PM.

Articolo pubblicato in: Diritto penale, Procedura penale


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n.7770 - ISSN 2239-7752

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