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DECRETONE / “Tagli, privatizzazioni e concorrenza: così si batte la recessione”

Il Senato ha approvato il decretone nel giorno in cui gli indici di fiducia sono scesi ai minimi. Intervista a Nicola Rossi
DECRETONE / “Tagli, privatizzazioni e concorrenza: così si batte la recessione”
DECRETONE / “Tagli, privatizzazioni e concorrenza: così si batte la recessione”
di Marco Biscella
 
Nel giorno in cui, da un lato, la Ue ha ribadito nel suo Country Report sull’Italia tutte le critiche sulla manovra del governo Conte e, dall’altro, l’Istat ha certificato il peggioramento del clima di fiducia, a febbraio, sia dei consumatori (“ampio calo” dai 113,9 punti ai 112,4) che delle imprese (“evidente flessione” da 99,1 a 98,3, il minimo da quattro anni), il Senato, tra l’altro in piena bagarre, ha approvato il nuovo testo, che ora andrà alla Camera, del decretone su reddito di cittadinanza e quota 100. Stretti tra gli “eccessivi squilibri” denunciati dalla Ue, il crollo della fiducia e l’ombra di una manovra correttiva, la congiuntura italiana potrebbe finire “spiaggiata”? Basteranno il Rdc, rivisto in chiave anti-furbetti, e la riforma della Fornero a evitare la deriva? E soprattutto, siamo ancora in tempo per correggere la rotta? Lo abbiamo chiesto a Nicola Rossi, economista e presidente dell’Istituto Bruno Leoni.

Gli indici di fiducia di imprese e consumatori sono caduti ai minimi. L’ennesimo segnale che da una stagnazione l’Italia sta sempre più scivolando verso una recessione?
In recessione già ci siamo. Questi indici sono semplicemente la conferma dello stato in cui si trova l’economia italiana.

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