Iscriviti al sito e alla newsletter di Filodiritto.

Welcome kit in omaggio

La pubblicazione di contributi, approfondimenti, articoli e in genere di tutte le opere dottrinarie e di commento (ivi comprese le news) presenti su Filodiritto è stata concessa (e richiesta) dai rispettivi autori, titolari di tutti i diritti morali e patrimoniali ai sensi della legge sul diritto d'autore e sui diritti connessi (Legge 633/1941). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico delle predette opere (anche in parte), in difetto di autorizzazione dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis e 174-ter della menzionata Legge 633/1941. È consentito scaricare, prendere visione, estrarre copia o stampare i documenti pubblicati su Filodiritto nella sezione Dottrina per ragioni esclusivamente personali, a scopo informativo-culturale e non commerciale, esclusa ogni modifica o alterazione. Sono parimenti consentite le citazioni a titolo di cronaca, studio, critica o recensione, purché accompagnate dal nome dell'autore dell'articolo e dall'indicazione della fonte, ad esempio: Luca Martini, La discrezionalità del sanitario nella qualificazione di reato perseguibile d'ufficio ai fini dell'obbligo di referto ex. art 365 cod. pen., in "Filodiritto" (https://www.filodiritto.com), con relativo collegamento ipertestuale. Se l'autore non è altrimenti indicato i diritti sono di Inforomatica S.r.l. e la riproduzione è vietata senza il consenso esplicito della stessa. È sempre gradita la comunicazione del testo, telematico o cartaceo, ove è avvenuta la citazione.

Diritto di critica del lavoratore e licenziamento disciplinare

Nota di commento a ordinanza Cassazione Civile Sezione Lavoro, (udienza 10-10-2018) 03-12-2018, n. 31155 12 febbraio 2019 -
Diritto di critica del lavoratore e licenziamento disciplinare

Indice:

1. Premessa

2. Il diritto di critica del lavoratore in ambito normativo

3. I precedenti giurisprudenziali

4. Il caso

5. La soluzione della Cassazione

6. Conclusioni

 

 

Abstract

L’esercizio di diritto di critica del lavoratore nel corso del rapporto di lavoro incontra limiti rilevanti che, ove travalicati, consentono al datore di comminare un licenziamento per giusta causa, in virtù di una definitiva lesione del vincolo fiduciario. Tra le condotte passibili di legittimare un recesso rientrano anche eventuali minacce di morte rivolte al proprio superiore gerarchico.

 

1. Premessa

Per mezzo dell’assai recente ordinanza n. 31155 del 3 dicembre 2018, la Suprema Corte di Cassazione (Sezione Lavoro) è nuovamente intervenuta su un tema da sempre dibattuto in dottrina e in ambito giurisprudenziale, il diritto di critica del lavoratore e l’idoneità o meno dell’esercizio dello stesso ad integrare giusta causa di licenziamento.

 

2. Il diritto di critica del lavoratore in ambito normativo

Come è noto, tra i diritti facenti capo al dipendente nell’ambito del rapporto di lavoro rientra a pieno titolo la facoltà di muovere critiche all’operato del proprio datore di lavoro ovvero superiore gerarchico.

A ben vedere, infatti, seppur in regime di subordinazione, non può in alcun modo vedersi infirmata, in favore del lavoratore, la garanzia di cui all’articolo 21 della Costituzione, che consente a chiunque – e in linea generale – di “manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, con lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Peraltro, nello specifico caso della disciplina giuslavoristica, il richiamato diritto vede un ulteriore riconoscimento nell’ambito della Legge 20 maggio 1970, n. 300 (il c.d. “Statuto dei Lavoratori”), che, già per mezzo del proprio articolo 1, prescrive un generale principio di libertà di opinione sul luogo di lavoro, “senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa”, fatto salvo, in ogni caso, il rispetto “dei principi della Costituzione” e dello stesso Statuto dei Lavoratori.

Ciò premesso, occorre riflettere nello specifico sul limite oltre il quale non possa spingersi l’esercizio del richiamato diritto di critica, nonché verificare in quali circostanze possa dirsi legittima la scelta del datore di lavoro di provvedere alla comminazione della massima sanzione disciplinare.

 

3. I precedenti giurisprudenziali

Già da tempo, il giudice di legittimità ha affermato come, in talune ipotesi, il comportamento del lavoratore debba ritenersi esorbitante rispetto alla libertà assicurata dalla legge e ciò accade, in particolare, ove lo stesso ecceda i limiti della continenza formale e continenza sostanziale della critica.

In particolare, si è già ampiamente argomentato che, nel valutare l’aderenza al dettato legislativo del comportamento del prestatore, il giudice di merito investito della questione è chiamato a verificare che il  lavoratore “si sia limitato a difendere la propria posizione soggettiva, senza travalicare, con dolo o colpa grave, la soglia del rispetto della verità oggettiva” servendosi di modalità e termini tali “da non ledere gratuitamente il decoro del datore di lavoro o del proprio superiore gerarchico e determinare un pregiudizio per l’impresa” (si vedano, in questo senso e a titolo meramente esemplificativo, Corte di Cassazione, sentenza n. 21649 del 2016, sentenza n. 16000 del 2009, nonché sentenza n. 29008 del 2008).

Articolo pubblicato in: Diritto del lavoro e della sicurezza


About

  • Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Avvertenze
  • Privacy
  • Cookie

Newsletter

Rimani aggiornato sulle novità e gli articoli più interessanti della redazione di Filodiritto, inserisci la tua mail:

Iscriviti alla newsletter

© Filodiritto 2001-2019

Filodiritto è un marchio di InFOROmatica S.r.l.
P.Iva 02575961202
Capitale sociale: 10.000,00 i.v.
Direttore responsabile: Antonio Zama
Tribunale Bologna 24.07.2007,
n.7770 - ISSN 2239-7752

Sempre aggiornato

Scrivi la tua mail per ricevere le ultime novità, gli articoli e le informazioni su eventi e iniziative selezionati dalla redazione di Filodiritto.

*  Email:

Leggi l'informativa sulla privacy

Sede legale e amministrativa InFOROmatica S.r.l. - Via Castiglione 81, 40124 - Bologna
Tel. 051.98.43.125 - Fax 051.98.43.529

Credits webit.it