Le frodi in ambito assicurativo

distesa
Ph. Niccolò Gurioli / distesa

Abstract

Scopo della trattazione è presentare una panoramica generale del fenomeno delle frodi in ambito assicurativo. In particolare, ho voluto dare rilevanza alle frodi interne ed esterne, agli attori coinvolti nel perpetuarsi delle frodi e agli organismi e alla disciplina regolatoria per prevenire e contrastare il fenomeno delle frodi assicurative.

The purpose of my dissertation is to present a general overview of the phenomenon of fraud in the insurance sector. In particular, I wanted to give importance to internal and external fraud, to the actors involved in the perpetuation of fraud and to the main players and the regulatory discipline to prevent and contrast the phenomenon of insurance fraud.

 

Indice:

1. La frode assicurativa

2. Frode interna ed esterna

3. La frode in ambito assuntivo e liquidativo

4. Il contrasto al fenomeno delle frodi assicurative

5. Le sanzioni per il reato di truffa

 

1. La frode assicurativa

Il fenomeno delle frodi assicurative è in costante crescita nel nostro paese, e non riguarda più quasi esclusivamente il ramo auto, ma negli ultimi anni ha visto un aumento anche nel ramo danni, provocando un danno economico e reputazionale per le compagnie assicurative e un aumento dei premi medi per gli assicurati.

L’IVASS definisce la frode assicurativa come “il rischio di un danno economico derivante da condotte, consistenti anche in semplici raggiri, realizzati nei confronti delle Imprese di assicurazioni, sia durante l’iter contrattuale, sia nelle fasi di gestione del sinistro”.  Pertanto la frode assicurativa assume una doppia rilevanza giuridica: sotto il profilo civilistico, per il danno economico che ne consegue; sotto quello penale, secondo le disposizioni dell’art. 642 del Codice Penale.

I soggetti generalmente coinvolti nel reato di frode assicurativa possono essere identificati come il soggetto attivo, cioè colui che mette in atto la frode con l’obiettivo di conseguirne un ritorno economico tramite il risarcimento ottenuto dall’assicuratore, e il soggetto passivo, cioè la società di assicurazione che eroga il risarcimento.

 

2. Frode interna ed esterna

Concentrandoci maggiormente sul punto di vista del soggetto passivo, è inoltre possibile distinguere la frode in frode interna e frode esterna.

Per frode interna si intende quella perpetrata da soggetti interni all’impresa assicurativa, siano essi dirigenti, dipendenti, collaboratori o altri soggetti professionalmente ad essi collegati, contro la società stessa o i suoi assicurati. Spesso una frode di questo tipo viene perpetrata quando mancano una solida struttura di controllo interno e dei codici etici effettivamente condivisi, che lascia adito a comportamenti criminosi, e porta principalmente ad un grave danno d’immagine per la società di assicurazioni. La frode interna tende a coinvolgere una pluralità di soggetti, ad esempio l’agente, i centri di riparazione veicoli, il perito ecc., e porta ad un danno economico certo per l’impresa assicurativa, mentre il danno all’assicurato può esistere o meno.

Al contrario, per frode esterna si intende quella perpetrata contro l’impresa assicurativa da parte di soggetti esterni all’impresa, quali ad esempio assicurati, beneficiari, fornitori di servizi, organizzazioni criminali o singoli.

 

3. La frode in ambito assuntivo e liquidativo

Un’ulteriore importante distinzione è quella tra frode assicurativa in ambito assuntivo e frode assicurativa in ambito liquidativo.

La frode in ambito assuntivo consiste nella falsificazione di documenti, prove di pagamento e contrassegni, contraffazione di polizze e firme al fine di provare alle autorità di aver adempiuto all’obbligo assicurativo o per ottenere vantaggi economici (si pensi al caso delle auto, con la mancata stipula di una polizza RCA, o alla falsificazione dei dati personali al fine di ottenere tariffe più vantaggiose). Questo tipo di frode è spesso preordinata e organizzata, ma non sempre abituale, e può coinvolgere anche soggetti interni al sistema assicurativo.

La frode in ambito liquidativo, più diffusa rispetto alla prima, si compie quando il soggetto attivo (solitamente persone recidive e organizzazioni criminali) mette in atto comportamenti al fine di ottenere dei risarcimenti dalla compagnia assicurativa, senza che si sia realmente verificato il sinistro dichiarato (falsificazione di certificati medici per ottenere risarcimenti a seguito di infortuni simulati, compilazione di moduli CAI per sinistri simulati…).

 

4. Il contrasto al fenomeno delle frodi assicurative

Da quanto descritto finora, risulta quindi assolutamente importante e necessario per un’impresa assicurativa stabilire delle politiche di contrasto alle frodi assicurative, coinvolgendo trasversalmente tutte le figure presenti al suo interno e condividendo un sistema di valori per prevenire e contrastare il fenomeno. Sicuramente, meno l’impresa risulta strutturata e meno efficiente è il livello di controllo, più risulta semplice compiere frodi.

L’attività di prevenzione e contrasto alle frodi deve quindi concentrarsi sia sui fattori interni sia su quelli esterni, coinvolgendo le diverse strutture aziendali che si occupano della fase assuntiva e della fase liquidativa, le agenzie, i collaboratori e tutti gli altri attori del sistema assicurativo.

In fase assuntiva, ad esempio, sarebbe indubbiamente utile poter operare una selezione della clientela, ispezionare il mezzo assicurato, verificare (per quanto possibile) l’autenticità della documentazione fornita, coordinarsi con le autorità e utilizzare strumenti di rilevamento elettronico per verificare il reale profilo di rischio dell’assicurato (ad esempio tramite black box); in fase liquidativa, avere quanto più possibile esperti indipendenti distribuiti sul territorio e che quindi non abbiamo una relazione diretta con l’agenzia o la subagenzia dove è assicurato il cliente che subisce il sinistro, in modo da evitare comportamenti di favoreggiamento.  

Nel sistema antifrode italiano, oltre le imprese di assicurazione stesse e il legislatore, gli attori coinvolti nelle operazioni di prevenzione contrasto alle frodi assicurative sono l’IVASS, che tramite la disposizione di basi dati, strumenti normativi e operativi e procedure di controllo e sanzionatorie supporta la funzione antifrode nelle imprese assicurative, le forze dell’ordine, la magistratura e l’ANIA.

 

5. Le sanzioni per il reato di truffa

Dall’articolo 640 del Codice Penale si evince che “chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sè o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032.

La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549:
1) se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare;

2) se il fatto è commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell’Autorità.

2-bis) se il fatto è commesso in presenza della circostanza di cui all’articolo 61, numero 5.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o la circostanza aggravante prevista dall’articolo 61, primo comma, numero 7”.

Affinché il reato sia quindi considerato una truffa, è necessario il concorrere di tre elementi, e cioè l’utilizzo di artifici e raggiri, la conseguenza del procurato errore e, da ultimo, l’ottenimento di un profitto (marcatamente economico) per il soggetto attivo e/o un danno per il soggetto passivo.

Altro articolo sempre del Codice Penale strettamente legato a frodi di tipo assicurativo è il 642: “chiunque, al fine di conseguire per sé o per altri l’indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.

In questo caso, molto chiaro è il legame con il voluto danneggiamento dei beni assicurati, quali ad esempio il proprio veicolo o la propria abitazione, e la falsificazione o alterazione della documentazione pre-contrattuale e contrattuale, nonché della polizza stessa.

In entrambi i casi, va ricordato che i reati sono procedibili a querela di parte, per cui, per poter procedere, è necessario che venga sporta querela da parte della compagnia assicurativa contro il soggetto presunto colpevole; inoltre, come indicato dall’articolo 124 del Codice Penale, il diritto di querela deve essere esercitato entro tre mesi dalla notizia del fatto che costituisce reato.

 

Per approfondire segnaliamo la Rubrica 110 e frode del Dott. Fabio Mongile: Link.