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Abusivismo - Consiglio di Stato: rimessa all’Adunanza Plenaria la questione sulla necessaria motivazione dell’ordinanza comunale di demolizione di opera abusiva

13 settembre 2017 -
Abusivismo - Consiglio di Stato: rimessa all’Adunanza Plenaria la questione sulla necessaria motivazione dell’ordinanza comunale di demolizione di opera abusiva

Il Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi sulla necessaria presenza di una congrua motivazione a sostegno dell’ordinanza di demolizione di un immobile abusivo, ha demandato la questione all’Adunanza Plenaria, in considerazione della sussistenza sul tema di due filoni giurisprudenziali, potenziali fonti di contrasto interpretativo.

 

La vicenda

Il ricorso in appello scaturisce dal mancato accoglimento in prima istanza della tesi dei ricorrenti, i quali, destinatari del provvedimento sanzionatorio dell’Amministrazione comunale, lamentavano di aver ereditato la proprietà dell’immobile in questione mortis causa nonché lo straordinario lasso di tempo intercorso fra l’ultimazione del fabbricato e la notifica dell’ordinanza (nel caso di specie ben 32 anni).

Tali doglianze conducevano a due più generali considerazioni: in primo luogo, il trasferimento della proprietà mortis causa impedisce di ravvisare l’intento o l’atteggiamento volitivo di realizzare opere abusive, così come di sfuggire a possibili poteri sanzionatori/repressivi; in secondo luogo, il fattore tempo ingenera e consolida un affidamento dei proprietari rispetto alla propria situazione giuridica.

Non contestando l’esistenza effettiva di un’opera abusiva, i ricorrenti eccepivano invece la totale mancanza, nella motivazione del provvedimento, delle ragioni di attualità, concretezza e specificità del pubblico interesse, sotteso al potere amministrativo.



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