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Donazione - Cassazione Civile: è preclusa la revocazione per sopravvenienza di ulteriori figli della donazione effettuata in presenza di prole

14 aprile 2017 -
Donazione - Cassazione Civile: è preclusa la revocazione per sopravvenienza di ulteriori figli della donazione effettuata in presenza di prole

L’articolo 803 del codice civile dispone che presupposto imprescindibile per il valido esercizio dell’azione di revocazione è l’assenza di figli o discendenti al momento in cui l’atto di liberalità viene compiuto.

Con la pronuncia del 2 marzo 2017, la Corte di Cassazione ha chiarito l’ambito applicativo della indicata disposizione, con particolare riferimento alla possibilità – o meno – di esperire l’azione di revocazione avverso una donazione avvenuta in un momento in cui già sussisteva prole, motivando tale richiesta in ragione della sopravvenienza di ulteriori figli e di un potenziale contrasto con l’articolo 3 della Costituzione per disparità di trattamento.

 

Il caso

Un soggetto conveniva in giudizio la propria ex moglie da cui si era separato, per ottenere la revocazione della donazione indiretta di un immobile avvenuta nel 1991, motivando la sua richiesta sulla scorta della sopravvenienza di altri figli successivi alla indicata donazione.            
La domanda veniva respinta nel merito. In particolare, si rilevava in primis che la donazione era avvenuta in un momento in cui era già nata la prima figlia dei coniugi – dalla cui relazione era nata successivamente una seconda figlia - e, in secundis, che il donante si risolveva a chiedere la revocazione della donazione solo al momento della nascita di un terzo figlio, nato dall’unione con un’altra donna ed a seguito della separazione.     
Ulteriormente, la Corte territoriale rilevava che il paventato contrasto dell’articolo 803 del codice civile con l’articolo 3 della Costituzione, formulato sul presupposto che la previsione codicistica avrebbe determinato una ingiustificata disparità di trattamento tra figli nati in costanza del precedente matrimonio e il figlio nato dall’unione con la nuova compagna, non sussisteva in quanto ratio della norma è quella di garantire un equo bilanciamento degli interessi dei soggetti coinvolti, tra questi anche quelli del donatario, la cui posizione non può essere sacrificata in qualsiasi caso di sopravvenienza di figli e prescindendo dal momento in cui la donazione è effettuata.     
Da ultimo, la Corte fondava le ragioni del proprio rigetto sul richiamato articolo 804 del codice civile il quale non prevede un nuovo termine di prescrizione ma un termine di decadenza, per le ragioni di seguito indicate.         
Promosso il ricorso per Cassazione., la Sesta Sezione Civile rimetteva la causa alla pubblica udienza.



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