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Strade - Cassazione Civile: in caso di danno procurato da animale, l’integrità della rete di protezione non è sufficiente per escludere la responsabilità del gestore dell’autostrada

13 giugno 2017 -
Strade - Cassazione Civile: in caso di danno procurato da animale, l’integrità della rete di protezione non è sufficiente per escludere la responsabilità del gestore dell’autostrada

I fatti ed i giudizi di merito

Un automobilista percorreva con l’autovettura affidatagli dal proprio datore di lavoro un tratto autostradale, quando si è trovato a collidere con un capriolo presente sulla carreggiata.

A seguito dell’incidente richiede, avanti il Tribunale di Milano, il risarcimento per i danni non patrimoniali subiti, convenendo in giudizio la società responsabile per la gestione del tratto autostradale.

Il Tribunale, come in seguito la Corte d’Appello, rigettano la domanda dell’attore dichiarando la mancanza, ai fini della responsabilità in capo alla società, di un nesso di causalità tra la cosa in custodia e l’evento dannoso.

Secondo le due corti di merito l’ignoranza sulle modalità di ingresso dell’animale all’interno della carreggiata non permette di indicare la società – custode del tratto autostradale – come responsabile del sinistro ai sensi dell’articolo 2051 del Codice Civile, in base al quale, perché il custode possa essere ritenuto responsabile del danno cagionato dalla cosa è necessario constatare un rapporto diretto di causalità tra la cosa in custodia e l’evento lesivo.

La Corte d’Appello, inoltre, dichiara esclusa la configurabilità della responsabilità della società ai sensi dell’articolo 2043 del codice civile – responsabilità per fatto illecito – secondo il quale chiunque cagioni ad altri un danno ingiusto, pur colposamente, come conseguenza della propria negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza di norme o regolamenti, è obbligato al risarcimento. La Corte basa la decisione sulle condizioni della rete di recinzione nei pressi dell’incidente, posta dal gestore allo scopo di evitare eventi simili a quelli del caso di specie. Secondo la Corte, l’integrità della rete poteva considerarsi una prova sufficiente ad escludere un comportamento negligente della convenuta.



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