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Attualità - Ministero dell’ambiente: via libera al baratto amministrativo per i Comuni

12 settembre 2018 -
Attualità - Ministero dell’ambiente: via libera al baratto amministrativo per i Comuni

Con la delibera n. 27/2018  del 7 maggio 2018, il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico del Ministero dell’ambiente ha dato il via libera al baratto amministrativo con lavori socialmente utili, a cui può ricorrere il cittadino per estinguere debiti fiscali.

Tale strumento – disciplinato a livello nazionale con legge, e a livello locale con regolamento – consente a cittadini che si trovano in situazioni prestabilite di pagare tasse o tributi quali TASI, IMU e TARI, e, in generale, di estinguere le situazioni di debenza legate alla fiscalità locale attraverso prestazioni di utilità sociale. I lavori socialmente utili devono essere legati al decoro urbano: tagliare l'erba nei parchi, pulire le strade, prestare opere di manutenzione o recuperare e riqualificare aree e beni immobili inutilizzati.

In tal modo, da un lato i contribuenti pareggiano i conti con le amministrazioni, dall'altro il comune acquisisce preziosa forza lavoro.

 

Chi può avvalersi del paternariato sociale

Il cittadino che per comprovati problemi economici non riesce a far fronte al pagamento delle tasse locali già scadute, può estinguere la sua posizione debitoria eseguendo prestazioni di servizi a vantaggio del Comune.

I requisiti per poter accedere al baratto amministrativo sono: debito non superiore a 5mila euro; essere residenti maggiorenni nel Comune; avere un ISEE non superiore a 8.500 euro; che i debiti siano tributi comunali iscritti a ruolo non ancora pagati o che abbiano ottenuto contributi come inquilini morosi non colpevoli negli ultimi 3 anni.

Senza dubbio, pur esulando dai tradizionali schemi negoziali, il baratto amministrativo ha tutte le caratteristiche formali e sostanziali di un contratto tra ente territoriale e singoli cittadini o associazioni di cittadini per raggiungere scopi sociali e non di lucro.

La Corte dei Conti ribadisce che non vi è alcun punto di contatto fra l’attività di volontariato e l’istituto del baratto amministrativo: difettano i requisiti della gratuità, personalità e spontaneità della prestazione, oltre che l’obbligatoria interposizione delle organizzazioni di volontariato.

 

Tipologia di interventi

Gli interventi possono consistere in pulizia, manutenzione e abbellimento o valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere di aree verdi, che possono consistere in giardini, parchi comunali, boschi o semplici spazi verdi abbandonati o meno.

Le iniziative devono essere riconducibili al decoro urbano o alla cultura mentre esulano dal baratto amministrativo le iniziative imprenditoriali, come l’apertura di chioschi e ristoranti o attività a pagamento, come parcheggi, su aree verdi pubbliche.

L’articolo 190 del Decreto Legislativo n.50/2016, che disciplina l’istituto, parla di “interesse generale” in riferimento all’utilizzo dell’area verde una volta recuperata, che al termine dei lavori dovrà essere fruibile da parte della collettività.

Gli interventi infine sono consentiti su beni già esistenti e, quindi, il baratto amministrativo è esulato dalla realizzazione ex novo di opere pubbliche.

 

Comuni che adottano questo strumento

Dal momento che dei criteri e condizioni effettivi rispetto alle quali si svolgerà il baratto amministrativo sono demandate agli enti territoriali, per approvare lo strumento in questione sul proprio territorio il Comune deve emettere una delibera che ne consenta l’utilizzo e che definisca i limiti e la regolamentazione dell’istituto.

 

Indisponibilità dell’obbligazione tributaria

L’indisponibilità della obbligazione tributaria è il tema più controverso del baratto amministrativo. A riguardo la Corte dei Conti afferma che : “la prestazione offerta dal cittadino non solo deve corrispondere in valore alla misura delle imposte locali agevolate, ma la relativa delibera assunta dall’ente pubblico territoriale deve motivare la decisione di avvalersi dell’istituto del baratto valutando tutti gli interessi in gioco e dimostrando la convenienza –anche economica- della scelta fatta”. 

(Deliberazione n. 27/2018 - Comitato per lo sviluppo del verde pubblico - Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare)



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Tribunale Bologna 24.07.2007,
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